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Una intera famiglia costretta a vivere in pineta: «Vita e burocrazia ci hanno portati qui»

Vivevano a Nazioni ma l’appartamento al terzo piano è senza ascensore e il papà ha problemi di salute. E così hanno scelto Volano e la pineta per sopravvivere. Ma c'è la speranza  di avere una nuova sistemazione

La storia

Dal 6 luglio un’intera famiglia con i due inseparabili cagnolini vive in strada, al Lido di Volano, dopo aver lasciato l’appartamento in cui viveva al Lido delle Nazioni per via dei tre piani di scale, divenuti ormai un calvario insostenibile per l’anziano capo-famiglia, malato di cuore.


Colpisce la storia di Orazio De Vincenzi, ex dipendente comunale di San Benedetto Po (provincia di Mantova), ora in pensione, di sua moglie Giuseppina Salvi, di origini pugliesi, dei loro figli Marco e Daniele e dei due meticci, Billy e Stella, perché da quasi un mese il nucleo familiare vive all’ombra dei pini di via del Bosco, a Lido Volano.

cosa è successo

A notare la famiglia alcuni turisti che, dopo qualche titubanza iniziale, hanno cercato di avvicinare i quattro, vedendoli stazionare dalla mattina alla sera nei pressi dell’ufficio Iat con indumenti accatastati in un angolo. Man mano, superati timori e diffidenze, i turisti hanno preso a cuore la situazione di De Vincenzi e dei suoi congiunti portando loro, di tanto in tanto, derrate alimentari, bevande e indumenti.

Approfondendo, quella che è emersa è una vicenda surreale, intrappolata nelle maglie della burocrazia e che fa a pugni con la dignità umana. «Mio marito non ce la faceva più ad affrontare 54 scalini tutti i giorni – spiega Giuseppina, moglie di Orazio De Vincenzi –, perché l’appartamento in cui abitavamo dal 2019 al Lido delle Nazioni era posto al terzo piano ed era sprovvisto di ascensore. Ha provato a resistere fino a che ha potuto. Viviamo con i 960 euro della sua pensione – prosegue la donna – e adesso questa vita in strada dovrebbe essere solo provvisoria, perché ai primi di agosto ci è stato assicurato un appartamento a 350 euro a San Benedetto Po. Torneremo nel paese natale di mio marito. Ma è dura. Dobbiamo resistere ancora un po’».

Tutto comincia nel 2012, quando Orazio De Vincenzi, che ora ha 69 anni, viene colpito da un infarto. Essendo sopraggiunta la pensione, l’ex dipendente comunale mantovano decide di tornare, con la famiglia, al paese di origine della moglie Giuseppina, Massafra, in provincia di Taranto. «Purtroppo abitudini di vita differenti e dissapori con i miei fratelli – racconta la donna –, ci hanno spinti a trasferirci altrove e abbiamo optato per una località di mare, Tortora Marina, in provincia di Cosenza perché i miei figli amano il mare, dove abbiamo vissuto sino al 2019».

La famiglia De Vincenzi si trasferisce al Nord, dapprima a Porto Garibaldi, ma l’appartamento in affitto non era disponibile tutto l’anno e, di lì a poco al Lido di Pomposa e infine al Lido delle Nazioni, stabilendosi, finalmente in un alloggio con un contratto annuale. «Sono passati i vigili e l’assistente sociale a verificare le nostre condizioni qui in strada – prosegue Giuseppina Salvi nel suo racconto –, ma abbiamo capito che neppure il Comune può darci una mano, perché non abbiamo preso la residenza qui a Comacchio. Ogni mese aspettiamo che mio marito percepisca la pensione, ma con quei 960 euro per il prossimo mese dovremo pagare la prima mensilità dell’affitto a San Benedetto Po e il furgone a noleggio per il trasporto, con i nostri bagagli».

come vivono

La profumata pineta del Lido di Volano, ancora per poco, si spera, sarà la dimora della famiglia De Vincenzi che, tuttavia, in questo mese di permanenza all’aperto ha già fatto i conti con alcuni temporali estivi. «Quando piove ci ripariamo sotto la tettoia di una pizzeria qui vicino – va avanti Giuseppina, ex bracciante agricola, ma casalinga da tanti anni –; ci tengo per questo a ringraziare, per il loro cuore grande, sia i titolari della pizzeria che i turisti che ci portano chi una brioche, chi un panino, chi un po’ di frutta o casse d’acqua. Bisogna combattere sempre nella vita. È dura, ma presto dovremmo trovare, finalmente, un tetto».

I figli della coppia, Marco, di 34 anni, che vorrebbe lavorare come commerciante ambulante, e Daniele di 26, con un sogno nel cassetto legato al calcio, si occupano anche dei due affettuosi cagnolini, Billy di 9 anni e Stella di 6 anni. La luce in fondo al tunnel per tutti loro dovrebbe essere vicina. —

Katia Romagnoli

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