Contenuto riservato agli abbonati

Medici no vax, l’Asl “sollecita” l’Ordine

L’azienda sanitaria ha inviato all’ente quattro comunicazioni «per le successive azioni da intraprendere a sua cura»

FERRARA. Ogni giorno si arricchisce di nuovi particolari la vicenda delle procedure per arrivare alla sospensione o all’allontanamento dai pazienti dei medici non vaccinati. È di ieri una nota con la quale l’Asl chiarisce i rapporti con l’Ordine dei medici di Ferrara, che non intende muoversi nei confronti degli iscritti liberi professionisti (cioè non dipendenti della sanità pubblica o di cliniche private), prima di aver acquisito un parere legale della sua Federazione nazionale.

L’azienda sanitaria territoriale informa anzitutto di aver inviato, tramite Pec del 29 luglio scorso, comunicazione all’Ordine dei medici «comunicazione di mancata vaccinazione» per cinque iscritti, un medico dipendente della stessa Asl e altri quattro professionisti. Se per il primo non ci sono dubbi, nel senso che tocca all’azienda sanitaria decidere la sospensione o lo spostamento ad altro incarico, e l’Ordine dei medici si limita a sua volta ad una comunicazione; per gli altri, se dovessero essere appunto “datori di lavoro di se stessi”, resta da capire chi deve assumersi la responsabilità di comunicare loro il divieto di esercitare con pazienti.



L’interpretazione dell’Asl è la seguente: i professionisti, «nel momento in cui ricevono la comunicazione dell’Asl per mancata vaccinazione, sono tenuti ad agire di conseguenza»; in sostanza, ad autosospendersi da attività a contatto con i pazienti. Non solo, però, perché «tale comunicazione viene inviata anche all’Ordine dei medici per le successive azioni da intraprendere a sua cura», e qui potrebbe intendersi la sospensione dall’iscrizione, condizione necessaria per esercitare. In ogni caso, per l’azienda pubblica l’Ordine è tenuto a intervenire.

L’operazione di verifica delle posizioni vaccinali non solo dei medici ma anche degli altri operatori sanitari (infermieri, fisioterapisti, oss) non è ancora terminata, quindi potrebbe crescere il numero dei professionisti nei confronti dei quali prendere provvedimenti. Da via Cassoli tendono comunque a sottolineare come i numeri dei non vaccinati siano fino a questo momento esigui: dopo aver compiuto «buona parte» delle verifiche, sono stati emessi in tutto 54 provvedimenti, dei quali appunto 5 nei confronti di medici. Uno solo è il professionista Asl coinvolto, su 387 a libro paga.

Le verifiche sono particolarmente accurate anche perché non è facile ad esempio capire se i medici che risultano non vaccinati sul territorio ferrarese, e magari lavorano in altre province, non siano stati immunizzati da altre Asl. —

Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA