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Ferrara: «Addetti minacciati dai clienti», i sindacati contro Credem

Le difficoltà dell’incorporazione di Caricento scaricate sui cassieri, è la denuncia. Poi l’ipotesi di ricorrere ad azioni legali: «Pessimo trattamento economico»

FERRARA. Dipendenti da una parte insultati dai clienti per i disservizi «derivati dalla pessima gestione della fusione da parte del Credito Emiliano», mettono per iscritto i sindacati aziendali; e dall’altra con la busta paga “alleggerita” dalla mancata conferma delle voci contrattuali integrative riconosciute ai tempi di Caricento. È questa la situazione che si trovano a vivere i 350 addetti Credem provenienti dalle filiali ex Caricento, dopo appena una settimana di lavoro nella loro nuova azienda (la fusione è diventata ufficiale il 24 luglio e operativa il lunedì dopo). Per questo ora i loro rappresentanti sindacali minacciano «azioni legali».

La denuncia. «Continuano purtroppo ad arrivare numerose segnalazioni dei dipendenti di Caricento, che lamentano di essere insultati da clienti inferociti per i disservizi derivanti dalla secondo noi pessima gestione della fusione da parte del Credito Emiliano - è l’allarmata denuncia della delegazione trattante Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin - Alcune lavoratrici e lavoratori, minacciati, sarebbero persino giunti a temere per la loro incolumità personale». La nota sindacale non descrive i disservizi, anche se da giorni si parla di internet banking a singhiozzo, Rid non giunti a buon fine, migrazione difficoltosa di domiciliazioni bollette. I clienti in certi casi obbligati a rinviare la partenza per le ferie se la prendono evidentemente con i dipendenti allo sportello.


Gli sviluppi.

I sindacati collegano questa situazione a quella del mancato accordo per l’integrativo, «diffidiamo, pertanto, il Credem in vista dei paventati tagli agli assegni collettivi e alla contribuzione previdenziale per gli ex dipendenti Caricento, preannunciando - si legge nella nota - che a questa iniziativa potrebbero seguire anche azioni legali. Chiediamo all’azienda un salto di qualità e soprattutto di non scaricare le responsabilità e i rischi professionali sulla spalle delle lavoratrici e dei lavoratori che, nonostante il pessimo trattamento economico riservato loro dalla banca in sede di armonizzazione contrattuale, continuano a gestire con straordinaria professionalità una situazione non facile». —

S.C.

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