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Ferrara, inchiesta bis per Capa: sei indagati archiviati altri dieci solo a metà

La procura ha rivisto in parte l’accusa per il crac dell’azienda. E chiederà il processo per una ventina di ex amministratori 

FERRARA. L’inchiesta adesso è davvero finita, e riguarda la coop Capa Ferrara, il consorzio che riuniva produttori e agricoltori (quasi 2. 000) tra Ferrara e la provincia che ha fatto crac nel 2016 con un buco da 26 milioni di euro, da non confondere con coop Capa Cologna più che vitale e non ha collegamenti con la gemella fallita.

Sollecitati dai legali. Inchiesta finita, perché il supplemento di indagine che la procura aveva aperto su sollecitazione di diversi difensori degli indagati ha portato i pm titolari (Longhi e Busato) a chiedere l’archiviazione totale per il falso nel bilancio, per sei membri cda e sindaci del 2014, e di archiviare (solo parzialmente) altri 12 (per i quali restano altre accuse). È questa la conclusione dell’indagine bis che la procura aveva svolto, ordinando una perizia al proprio consulente, Matteo Rossi di Bologna, che ha, di fatto, dato ragione alle tesi difensive dei legali degli indagati poi archiviati. Insomma, l’inchiesta Capa si alleggerisce e lascia per strada, senza portarli a processo i membri del cda del 2014: archiviati a pieno titolo Paolo Bassi, Michele Ciaccia, Gabriele Giglioli, Giuliano Gullini, Sauro Pocaterra e Massimo Meloni. Il reato contestato era di falso in bilancio per dati contabili non esposti in bilancio 2014, per poco meno di 200mila euro: reati commessi, ma prescritti (le leggi ad personam dell’era Berlusconi) e anche ininfluenti per il dissesto che arrivò nel 2016 con un buco di 26 milioni. Archiviati ma solo parzialmente (per gli stessi fatti degli altri indagati di cui sopra) Federico Bordoni, Fabio Corazza, Andrea Costa, Eugenio Costa, Carlo Fontan, Guido Malavasi, Matteo Negretto, Ottavio Orsini, Luigi Pancaldi, Riccardo Sartori, Federico Gavioli e Alessandro Zucchi.


A settembre nuovi atti. Per loro restano anche altri capi d’accusa legati al crac – da qui la richiesta archiviazione parziale – per cui i pm chiederanno il processo per loro e gli altri indagati (in tutto 24 quelli rimasti, compresi questi 12) ma se ne parlerà a settembre. Secondo l’accusa il crac Capa, fu dovuto alla dissipazione del patrimonio per la mala-gestione della coop, con investimenti stagliati per fronteggiare le difficoltà, che portò prima al concordato, poi bocciato, e quindi al fallimento. –

Daniele Predieri

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