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Il Portocanale diventa nursery. Arrivano le guardie ed è rivolta

Porto Garibaldi, gli allevatori di vongole si sono trovati gli uomini della Secupol «mandati da Goro». La tensione è altissima: «Vogliamo nuove concessioni e confronti diretti»

Tensione tra gli allevatori di vongole

PORTO GARIBALDI. Avere il seme tra i migliori della piazza e non poterlo coltivare. Ma anche trovarsi con le guardie giurate sul Portocanale «mandate da quelli di Goro» a controllare che nessuno possa prendere il novellame abusivamente. La guerra delle vongole è nuovamente aperta, lo scenario è diverso ma il problema sempre lo stesso: mancano leggi certe e nel “Far West” ognuno cerca di prendere quello che può.



Sul porto. Lo scorso fine settimana le guardie giurate della Securpol, che da anni fanno servizio di guardiania in Sacca a Goro, si sono presentate sul Portocanale di Porto Garibaldi dove in questo periodo, per cause naturali, il novellame si trova in quantità importanti.

Questo perché, nonostante ci sia un divieto esplicito di pescare in zona, qualcuno ci va lo stesso e nei giorni scorsi non solo gli abusivi hanno fatto il pieno, ma sarebbero anche andati a vendere il prodotto proprio agli allevatori di Goro, che sono andati su tutte le furie. E qui va fatto un ulteriore passo indietro.

Fino al mese scorso il Portocanale era “terra di nessuno”. Giovedì è stato invece firmato l’accordo, sul tavolo ormai da tempo dalla Regione Emilia Romagna (ente gestore delle concessioni) e l’intera zona è diventata nursery a tutti gli effetti.

Sempre la Regione, con molta fatica, ha negli anni lavorato perché Comacchio e Goro si unissero nella gestione degli allevamenti e, di conseguenza, anche il Portocanale fa parte adesso della macroarea delle concessioni.

Ente unico. A Comacchio gli allevamenti fanno capo a un unico ente, il Consorzio Trepponti, che si occupa dunque di “dividere” gli appezzamenti alle cooperative che ne fanno parte e gestisce i rapporti con i cugini della vicina marineria. E qui il primo problema: a detta di alcuni allevatori il presidente del Trepponti, David Pozzati, non avrebbe comunicato l’importante cambiamento. «Il Portocanale è roba nostra – hanno detto in estrema sintesi –, non possono arrivare quelli di Goro e decidere quello che dobbiamo fare noi. Non funziona così, non possiamo trovarci le guardie dalla sera alla mattina senza un confronto: avrebbero dovuto interpellarci, parlarne anche perché la guardiania poi la dobbiamo pagare di tasca nostra perché loro fanno così».

La rabbia è tale che un gruppo di allevatori sabato è andato sotto casa del presidente del Consorzio, David Pozzati, all’1.30 della notte urlando e minacciando, tanto che è stato necessario l’intervento dei carabinieri. «Noi vogliamo la nursery, ci mancherebbe. Per noi è importante averla ma bisogna discutere, parlare, confrontarsi non decidere e basta». Diversa la versione di Pozzati e di altri consiglieri, i quali invece sostengono di aver chiamato e avvertito tutti i presidenti delle diverse cooperative.

La protesta

Martedì pomeriggio ecco la riunione ufficiosa sotto al ponte Albani, con Pozzati e i suoi che sono arrivati per cercare di placare gli animi. E un altro problema è venuto alla luce: «Tanti di noi possono andare pescare il novellame, ma poi non hanno dove metterlo e lo devono vendere alle solite poche persone che invece hanno tanta di quella terra (mare; ndr) che potrebbe sfamare tutti. Adesso le cose sono due: o siamo un consorzio unico davvero e quindi il tutto deve essere ripartito in base al numero di soci, oppure il Comune e la Regione devono sbloccare e mettere a disposizione nuove concessioni».

Non solo. «Basta anche fare i furbi. Le quote che tornano al Consorzio perché qualcuno rinuncia o vende non possono essere comprate sempre dai soliti ma devono tornare agli enti ed essere nuovamente distribuite. Noi da questo momento in poi non facciamo un passo indietro che sia uno: aspettiamo che qualcuno dai piani alti venga qui altrimenti ci muoviamo noi, pronti ad andare anche domani a Portomaggiore (dove si svolge Festissima ed è ospite Fassino; ndr) a spiegare bene a chi ci governa a che gioco stanno giocando in queste terre di nessuno. Abbiamo una dignità: ci devono assicurare un futuro, basta giocare a guardie e ladri».

La tensione è altissima, nessuno vuole più abbassare la testa e quanto sta accadendo non va sottovalutato: gli allevatori hanno bisogno di essere ascoltati. —

Annarita Bova

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