Sempre meno braccia per le campagne, scarseggia la manodopera ferrarese

Cavalcoli (Confagricoltura): nonostante la minore produzione tanta difficoltà a reperire i lavoratori a differenza del 2020

FERRARA. Mancano braccia nelle campagne. Nonostante la minore richiesta da parte delle aziende agricole a causa di un calo consistente dal punto di vista produttivo, scarseggia la manodopera nella campagne ferraresi. A differenza dello scorso anno, dove si era registrata una consistente disponibilità da parte di lavoratori, soprattutto ferraresi, a causa della pandemia e dall’inattività lavorativa, questo 2021 si sta caratterizzando per una minore disponibilità a lavorare nei campi.

Mancano i ferraresi. «In effetti - conferma Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura Ferrara - quest’anno è davvero drammatico sia per la manodopera che scarseggia, che per la produzione davvero insufficiente. Quest’anno con le gelate di marzo e aprile, oltre alle drupacee, anche le pere hanno avuto grossissimi danni e di fatti sugli alberi è rimasta poca frutta sana».


Il calo delle pere è stato del 72,5% secondo i calcoli di Cso Italy nel territorio ferrarese e si è praticamente perso un tre quarti del raccolto, inoltre quest’anno c’è da affrontare anche il problema della cimice asiatica e non si hanno in questo campo grandi strumenti di difesa e spesso si combatte a mani nude contro queste fitopatie.

«L’anno scorso - spiega Cavalcoli - c’era grande disponibilità di personale italiano con la piattaforma agrijob e siamo riusciti a soddisfare la richiesta di lavoro per molti giovani e studenti e anche di molti lavoratori che in quel momento erano rimasti senza occupazione in alcuni settori come commercio, turismo e manifatturiero e si sono rivolti all’agricoltura».

Per Cavalcoli è venuto meno in questo 2021 quel flusso di lavoratori che solitamente arrivava dal personale straniero.

Cambia la nazionalità. «C’è stata una forte contrazione dei neo comunitari - afferma il direttore di Confagricoltura Ferrara - e fino a qualche anno fa i lavoratori in agricoltura di nazionalità estera erano soprattutto polacchi e romeni. Mentre per i romeni la situazione è stata stabile, c’è stato un calo consistente di polacchi e cambiano anche le gerarchie nei lavoratori extracomunitari con i pakistani che hanno superato marocchini e nigeriani».

Grosse difficoltà quindi a reperire la manodopera nonostante la minore produzione e il contenuto quantitativo minore di frutti da staccare dagli alberi.

«Aspettiamo al momento anche l’andamento di mele e kiwi - conclude Cavalcoli - anche se si conferma il trend negativo nella acquisizione della manodopera, che quest’anno ha avuto un vero tracollo». —