Lido Nazioni, automobile impazzita nell’area pedonale. «Rischiata una strage»

Donna alla guida ha sfiorato ciclisti e anche una carrozzina. «Era alterata, l’abbiamo fermata solo togliendole le chiavi»

LIDO NAZIONI. «Poteva finire in tragedia, con una vera e propria strage. Per fortuna io e altri cittadini coscienziosi siamo riusciti a fermare quell’automobile, togliendo letteralmente le chiavi dal cruscotto». A parlare è Valentino Roma, imprenditore locale noto anche in qualità di responsabile delle sentinelle della sicurezza stradale per conto della Fondazione Luigi Cuccione. La vicenda che racconta è avvenuta alcune sere fa sul lungomare Italia, di fronte al Trinidad, in piena zona pedonale.

«Questa Fiat 500 rossa - racconta - si è fermata in mezzo alla gente con i lampeggianti accesi. La persona alla guida, solo dopo abbiamo visto che era una donna, aveva la testa china e pensavamo fosse stata colpita da un malore. Quando ci siamo avvicinati per darle una mano ha reagito in malo modo ed è partita a razzo fra la gente che passeggiava, sfiorando alcune persone in bicicletta e una famiglia con carrozzina. Poteva essere una strage».


L’INSEGUIMENTO

Roma e le altre persone che erano con lui hanno iniziato a inseguire l’auto, contattando al contempo i carabinieri. Per fortuna dopo alcune decine di metri la corsa della donna è finita a cavallo del marciapiede di fronte all’hotel Quadrifoglio: «I carabinieri ci hanno detto di tenerla ferma che sarebbero arrivati subito - continua -, così mentre cercavo di tranquillizzare la donna ho preso le chiavi del cruscotto. C’era molta tensione, anche fra le persone che si sono fermate a guardare, visto quanto era successo. La donna era su di giri, tanto che all’arrivo dei carabinieri ha iniziato a urlare contro di loro frasi tipo “Mi state picchiando”, ma non era assolutamente vero».

I militari della compagnia di Comacchio dopo aver calmato la situazione, hanno fermato la donna per i controlli del caso, consigliando anche di recarsi al pronto soccorso del Delta per accertamenti clinici. «Spero che la donna stia bene» dice Roma, che tiene a precisare come «intendo raccontare questo episodio per due motivi. Intanto, perché spero che la donna appunto stia bene e possa sapere che alcune persone, compreso il sottoscritto, sono riuscite a evitare una tragedia che poteva avere chissà quali conseguenze. Non sono un eroe, ma chi ha visto me e altri inseguire l’auto impazzita deve sapere che avevamo buonissime ragioni per farlo».

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