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Ferrara. Green pass per insegnanti: la Cisl: pronti a tutele legali

Per la Cgil il personale scolastico può essere convinto e le sanzioni vanno evitate. E i sindacati denunciano i “veri” ostacoli: 30 in classe a Mirabello e Codigoro

FERRARA. Varie sfumature di contrarietà per arrivare comunque ad un’unica conclusione: il Green pass per gli insegnanti non va bene. Le varie sigle dei sindacati della scuola anche a livello locale si schierano contro l’obbligo vaccinale ed in particolare contro le sanzioni, anche se c’è chi mette l’accento più sul metodo («non siamo stati consultati, aspettiamo le indicazioni operative» dice ad esempio Giovanna Grazzi dello Snals) e chi, come Alessandra Zangheratti (Cisl scuola), parla già «di possibili tutele legali, saremo costretti a seguire questa strada se non cambia qualcosa nel decreto».

No e distinguo


La posizione più articolata è della Cgil scuola, che si dice «favorevole al Green pass ma non all’attivazione delle sanzioni - dice Hania Cattani, la segretaria - Parliamo di una categoria, quella del personale scolastico, che da subito ha aderito in maniera massiccia alla vaccinazione, e ancora oggi ci sono insegnanti che si mettono in lista per la dose. Questo significa che le persone possono essere convinte, non è questo il problema centrale della scuola ferrarese per garantire il rientro in presenza a settembre. Ci sono classi anche di 30 persone, al Linguistico di Codigoro ad esempio, spazi in più da trovare, organici da completare, bus con riempimento all’80% che ci vedono contrari. Cosa faremo se qualche insegnante sanzionata ci chiederà di tutelarla? Vediamo di non arrivarci a questa situazione». Il tutto considerando il fatto che «i ragazzi tra 12 e 19 anni non dovranno esibire il Green pass» annota Cattani.

Ancora sul mancato coinvolgimento al tavolo decisionale e sull’incidenza maggiore degli altri problemi (classi e organici) insiste Zangheratti, «non sarà tra l’altro facile avere sotto controllo la situazione dei docenti precari, che magari si muovono da una scuola ad un’altra. Andare per vie legali? Se tutto resta così saremo costretti a farlo». Anche la Cisl cita un caso di una classe da 30 iscritti, «alle Medie di Mirabello», e altre over 26 in città.

Per lo Snals, poi, sarà fondamentale capire come saranno articolati controlli ed eventuali sostituzioni del personale non vaccinato, «per questo è importante analizzare il testo definitivo della norma» è la sottolineatura della responsabile provinciale Grazzi.

Bocciatura senza appello da parte dell’Usb scuola di Ferrara, «la decisione del governo è l’ennesima forma di denigrazione nei confronti dei lavoratori che hanno sin da subito dimostrato un forte senso civico e una chiara volontà di tornare ad esercitare la propria professione in presenza, anche dopo la querelle Astrazeneca che ha di fatto determinato una situazione di scompiglio e d’incertezza». Il sindacato di base contesta anche la mancanza di tamponi gratuiti o punti tamponi a scuola, in alternativa appunto al pass vaccinale, bollato come «una vera e propria “tessera del lavoratore”».

Stefano Ciervo

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