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Portomaggiore verso il voto, Cavedagna senza timori: «Io vado, chi vuole mi segua»

Da sinistra: Alex Baricordi, Elisa Cavedagna e Gian Luca Lombardi

Al suo fianco gli ex della Lega e i civici cattolici, ma le porte sono ancora aperte Baricordi: «Non possiamo appoggiare chi perde ormai da vent’anni»

PORTOMAGGIORE. Non vuole sentire parlare di spaccatura la candidata sindaca Elisa Cavedagna: «Portiamo avanti un percorso iniziato mesi fa, non abbiamo rotto con nessuno. Semplicemente andiamo avanti per la nostra strada». Ieri mattina, in piazza a Portomaggiore, Cavedagna e suoi hanno aperto ufficialmente la campagna elettorale, stappando come buon auspicio una bottiglia di prosecco, tenuta in fresco per i presenti.

Sassolini nella scarpa


Un nome certamente nuovo sulla scena politica locale quello di Cavedagna, 43 anni, avvocato, «una candidata con poca esperienza»: punto di forza per qualcuno e di debolezza per altri. Ma una cosa, lei, l’ha già dimostrata: non ha paura e va dritta per la sua strada. Sarebbe dovuta essere il nome di punta del centrodestra, fortemente voluta dalla Lega ma, evidentemente, gli esponenti locali non avevano fatto i conti con le decisioni prese ai piani alti, ignorando i giochi della politica che per quanto possano piacere o meno, comunque esistono.

Fatto sta che mentre Gian Luca Lombardi e i suoi già stampavano i manifesti, da Ferrara è arrivata la doccia fredda con la comunicazione che, invece, per la poltrona di sindaco avrebbe corso Roberto Badolato di Fratelli d’Italia. Un uomo che, come ha sottolineato  Alex Baricordi (gruppo civico-cattolico che sostiene Cavedagna) «fa parte dell’estrema destra e porta sulle sue spalle vent’anni di sconfitte. È arrivato sempre ultimo. Noi vogliamo provare almeno a sognare di arrivare primi».

Il nome dunque scelto per il centrodestra è quello dell’attuale consigliere. «Poco male, andiamo avanti lo stesso. Sono nata a cresciuta qui, ho vissuto i cambiamenti di questo paese e voglio che torni a essere quello pieno di colori di una volta. Colori e speranze che negli anni hanno cambiato tono». E va avanti: «Noi siamo un centrodestra civico, con le porte aperte a chiunque voglia contribuire al cambiamento. Sono state settimane intense e difficili ma il gruppo della Lega locale non ha mai abbandonata, arrivando a fare delle scelte forti e dimostrando che non siamo legati ai simboli, ma ai nostri cittadini e al nostro territorio. Non siamo ricattabili, non scendiamo a compromessi e questo è il nostro biglietto da visita».

Le prospettive

Accanto a Cavedagna, Gian Luca Lombardi che dopo undici anni di militanza nella Lega ha iniziato a vedere la forza politica con occhi diversi: «Eravamo convinti che le scelte venissero fatte dal basso, da chi vive i territori. Non è così: le poltrone contano per tutti. Abbiamo lavorato tanto, ci siamo impegnati per cercare e trovare la candidata ideale e solo a fine percorso ci hanno detto di no, senza nemmeno un confronto».

E poi con Cavedagna c’è Baricordi: «La nostra è una candidata senza esperienza? Ben venga. Perché se averne significa essere come Dario Bernardi (candidato per il centrosinistra; ndr), da dieci anni in Comune e con un buco enorme nel bilancio e la piscina mai finita come bagaglio, allora preferiamo così». Il programma c’è, ed è già nero su bianco. Dalla raccolta differenziata, che comunque deve cambiare sistema, alle politiche legate all’integrazione. Dal lavoro ai giovani, passando per le imprese. C’è tutto. Adesso bisogna convincere i cittadini.

Annarita Bova

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