Lei lo respinge, lui la aggredisce Nei guai il compagno violento

Il rifiuto della donna di avere rapporti sessuali scatena l’ira del compagno  Cinque anni di minacce e vessazioni, adesso sul caso indaga la Polizia di Stato

Marcello Pulidori

Un rapporto di convivenza durato 5 cinque anni ma ormai logoro a causa delle continue violenze dell’uomo. Relazione che, quando la donna lo ha respinto per l’ennesima volta rifiutandosi di avere rapporti intimi con lui, si è ulteriormente aggravata provocando una escalation di botte e minacce sempre ai danni della donna. Offese, botte, vessazioni, gravi e continue. Che alla fine hanno portato la donna a raccontare tutto alla Polizia. A seguito di tutto ciò, il convivente è stato raggiunto da un provvedimento di “ammonimento” da parte del questore, provvedimento che intima all’uomo di desistere da ogni condotta violenta nei confronti della donna e che (nel caso di reiterazione di questi reati) avrebbe per il convivente conseguenze molto gravi. Secondo quanto ricostruito attraverso le dichiarazioni della donna e le testimonianze di parenti e di vicini di casa, la convivenza con il compagno era diventata insostenibile a causa delle sempre più frequenti violenze dell’uomo nei confronti della donna verso la quale ha sempre manifestato, peraltro, una gelosia morbosa. Il quadro, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, si è ulteriormente aggravato visto che l’uomo molto spesso era ubriaco. L’ultima violenza contro la compagna si è verificata recentemente quando la donna si è rifiutata di avere rapporti sessuali con lui: a questo punto l’uomo ha perso completamente il controllo e ha peggiorato ancora di più la propria situazione picchiando ancora la compagna. Da qui il provvedimento di “ammonimento” emesso dal questore nei confronti del convivente violento.


Nella occasione la Polizia di Stato ricorda anche che è sempre possibile contattare gli uffici della questura attraverso il numero di emergenza 113. Sempre la Polizia inoltre rammenta l’utilizzo dell’applicazione “YOUPOL” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone, realizzata dalla Polizia di Stato proprio per segnalare episodi di spaccio e bullismo, che viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. L’App Youpol è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi e immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente localizzate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente la sala operativa 113 della questura.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.

Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa – può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

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