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Camper “proibiti” a Ferrara. Campeggio Estense chiuso da un anno: «I turisti vanno via»

C’è chi sosta a Stellata, le critiche degli appassionati italiani. L’ex gestore: il Comune ci ha negato aiuto nella pandemia

FERRARA. Chi non ha gettato la spugna già prima di partire per Ferrara, di fronte alle due aree sosta camper impraticabili (avverte Google: “chiuso definitivamente” il Camping Estense; “chiuso temporaneamente” il posteggio di via Rampari di San Paolo), si aggira decisamente interdetto per le strade di una città turistica che sta dimostrando di non saper assecondare al meglio le richieste di un turismo sempre più ambito come quello in camper. Un sistema di vacanza che, già dalla scorsa estate, si era diffuso moltissimo, spinto soprattutto dalla pandemia e dalla necessità di evitare contatti, e che anche quest’anno sta spingendo tanti ad affittare camper, per tenersi alla larga da possibili contagi. Dal Comune si invita ad avere pazienza («stiamo lavorando», assicura l’assessore al turismo Matteo Fornasini) mentre la città serra i battenti, quelli dell’area camper di via Rampari che dovrebbero tornare disponibili soltanto nel prossimi mesi, e quelli del Camping Estense che con la pandemia li ha chiusi definitivamente, non senza strascichi di polemiche da parte degli ex gestori e lamentele di utenti con poche alternative.

C'E' POSTO A STELLATA


Chi non demorde e Ferrara la vuole proprio visitare, infatti, parcheggia il proprio camper… a Stellata. L’ha fatto una camperista di Asti che l’altro giorno raccontava di far avanti e dietro tutti i giorni, non sapendo dove altro lasciare il mezzo. E altre segnalazioni su Ferrara arrivano di questi tempi alle varie associazioni di appassionati sparse un po’ in tutta Italia, come il Coordinamento Camperisti, con Pier Luigi Ciolli che parla anche di una Ferrara «che per quanto riguarda il turismo integrato è rimasta al’15-’18, alla Prima guerra mondiale: il turismo ha in primis bisogno di stalli di sosta, organizzazione della circolazione stradale e dei parcheggi, da indicare anche sui siti, con segnalazione di questi e delle distanze fra i parcheggi, per esempio, e le fermate dei mezzi di trasporto. Cose che non ci sono o per le quali sono necessarie ricerche incrociate: dopo due minuti ci si scoccia e si cambia città».

Lamentele arrivano poi all’associazione regionale del campeggio, l’Arcer, che prima della pandemia gestiva il Camping Estense: «Ci chiedono perché abbiamo chiuso e come faranno ora, dove andranno a parcheggiare» racconta Claudio Ferrari, che sugli esiti della gestione peraltro rimprovera al Comune «di averci lasciato nei guai. La proroga della gestione non era possibile – spiega Ferrari – avevamo chiesto al Comune di venirci incontro, di aiutarci per poter continuare un po’ di tempo e recuperare le fortissime perdite avute (25mila euro, dice il Comune, ndr), ma non hanno accettato. Ora hanno dato l’autorizzazione per una decina di posti in un parcheggio privato...».

SPERANZE

Il Camping Estense è chiuso «perché lo scorso anno in pieno lockdown è scaduto il contratto con l’associazione che lo gestiva – interviene Fornasini – Avevamo chiesto di prorogarlo fino alla fine dell’anno ma, col fatto che sono calati i turisti e le spese fisse rischiavano di essere troppo elevate, non se la sono sentita. Ora siamo nella fase di predisporre un bando per la nuova assegnazione: abbiamo ovviamente fatto passare questi mesi perché il rischio era che il bando potesse andare deserto in pieno lockdown ma sicuramente ci stiamo attrezzando. Quando? A breve pubblicheremo il bando, ci stiamo lavorando da diversi mesi e ora stiamo aspettando il timing giusto, che è fondamentale in questo contesto». E rispondendo alle recenti lamentele dei camperisti l’assessore ricorda anche i prossimi lavori all’ex Mof: «Bisogna considerare – aggiunge l’assessore – i lavori che stanno partendo nell’area dell’ex Mof dove nei prossimi mesi verrà creata un’area sosta camper in un parcheggio attrezzato, tra l’altro vicino al centro della città, con servizi rivolti anche ai camperisti che sono una risorsa importante per il nostro turismo. Si tratta solo di pazientare ancora un po’ di tempo: il lockdown non ha aiutato e da questo punto di vista siamo così rimasti un po’ fermi».

Giovanna Corrieri

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