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Occhiobello saluta Alessandro, chef stroncato dal Covid a Tenerife

Lunedì sera amici e parenti riuniti per ricordarlo. È stato sepolto in Spagna, dove aveva coronato un sogno

Occhiobello, comunità unita per il saluto allo chef stroncato dal Covid

OCCHIOBELLO. Alessandro Paladin riposerà per sempre nella sua Tenerife, dove era riuscito a coronare il suo sogno, quello di aprire un locale tutto suo, prima di essere portato via dal contagio da coronavirus. Era questo, del resto, il desiderio espresso dal giovane, noto e amato chef: quello, una volta che fosse terminata la sua vita, di restare dove si era trasferito e dove aveva scelto di vivere. Il che non significa che non sarà ricordato con affetto infinito anche nel suo paese, Occhiobello, e a Ferrara dove aveva studiato all’Alberghiero e lavorato in tanti locali prima di “emigrare” e realizzare il suo sogno a Tenrife.

IL RICORDO

Nella serata di ieri, in chiesa a Occhiobello, lo hanno ricordato in tanti con una messa, e poi, nel cimitero di Gurzone, sarà collocata una sua immagine, a fianco di quella del padre, di recente scomparso: sarà un luogo in cui le tantissime persone che gli volevano bene potranno ricordarlo. La toccante cerimonia ha portato in chiesa ieri sera tante persone, a testimonianza del forte legame che univa la comunità al 44enne chef, molto conosciuto anche a Ferrara, dove aveva lavorato in vari locali. Da sei anni, dopo tante stagioni ed esperienze lavorative, nel corso delle quali si era fatto conoscere come un professionista serio e capace, Alessandro aveva realizzato il suo sogno: aprire un proprio locale a Tenerife, in Spagna, nel paesino di San Juan, vicino ad Alcalà, il Blue Bar. Lì era felice, nella dimensione che aveva cercato e realizzato. Viveva con la moglie, Andrea, e con il cagnolino Blue, un maltese toy, che amava tantissimo. Non aveva figli, ma due meravigliosi nipotini, Ariel e Mosè. Una persona che tutti ricordano con affetto e col sorriso, per la sua grande gentilezza e per la sua indole.

LA TRAGEDIA

Se n’è andato nella mattinata di lunedì della settimana scorsa, dopo che gli era stato diagnosticato il Covid. Inizialmente era stato curato a domicilio ma, nella notte tra domenica e lunedì, le condizioni sono improvvisamente peggiorate, tanto da indurlo a chiamare l’ambulanza. «Il ricovero è stato immediato - racconta la sorella, Giulia, che gli è affezionatissima - tutti sono stati gentilissimi ma, purtroppo, dopo un’ora e mezza dal ricovero Alessandro è morto». Un decorso che i medici, nonostante tutti i loro sforzi, non sono riusciti a migliorare. Poi la tragedia, e ieri a distanza t ante persone hanno voluto stringersi alla sua famiglia come se Alessandro fosse lì con loro.

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