Approvate le variazioni di bilancio Ma salgono le somme da restituire

Il totale da pagare al Consorzio Res passa da 155mila a 200mila euro. E vanno saldati i conti di Cidas

JOLANDA DI SAVOIA. Tutto parte dalla sentenza emessa dal Tar Emilia Romagna, che prevedeva entro un mese il pagamento della somma spettante alla cooperativa Consorzio Res per il servizio scuola d’infanzia e micronido. La somma complessiva di 155mila euro, che ha obbligato il Comune alla variazione al bilancio d’urgenza spostando il denaro dovuto ad altri creditori. L’anomalia è che l’organo di revisione del Comune di Jolanda ha ricevuto “la comunicazione del prefetto di Ferrara, nominato Commissario ad Acta, di provvedere alla comunicazione entro il 25 luglio 2021 dell’avvenuta ottemperanza alla sentenza”. Erroneamente avevamo indicato in 310mila euro il debito che andava approvato nell’ultimo consiglio comunale, questo perché le voci aggiunte ai 155mila euro dovuti al Consorzio Res erano appunto le somme tolte da altri capitoli di spesa (debiti) per rispettare la sentenza del Tar. In realtà, però, la somma è destinata a salire, considerato che il pagamento indicato nel decreto ingiuntivo del Tar alla cooperativa è complessivamente di 199.862,50 euro, ossia 155mila euro di gestione competenza recuperati dallo spostamento d’urgenza indicato e i restanti di gestione residui.

L’ALTRO PAGAMENTO


E qui parliamo di una delle due sentenze del Tar sfavorevoli, l’altra infatti è relativa al ricorso presentato da Cidas, che nel 2018 (anno di uscita dall’Unione Terre di Fiumi del Comune di Jolanda) ha garantito i servizi socio-sanitari per conto di Assp, a cui l’ente si era affidato con una convenzione cessata l’anno successivo. La sentenza emessa dal Tar il 25 giugno scorso indica come “nel merito il ricorso è fondato e va pertanto accolta (fatta eccezione per le spese relative all’atto di precetto, non contemplato nel giudizio di ottemperanza). La perdurante inadempienza del Comune convenuto comporta pertanto, quale ulteriore conseguenza, l’ordine alla suddetta amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni contenute nel decreto ingiuntivo con pagamento integrale di quanto stabilito. Pertanto, si ordina al Comune di Jolanda il pagamento entro il termine di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione o di comunicazione in via amministrativa della presente sentenza”. Ma come già scritto, la somma dovuta a Cidas non è stata resa nota (salvo i 500 euro per onorari di giudizio a favore del ricorrente).

IN CONSIGLIO

«Tra difficoltà, il debito accumulato in questi anni grazie ai nostri interventi, è sceso di un milione di euro. È una battaglia per difendere l’immagine e i servizi del nostro ente. Jolanda non è un Comune di serie B. Si cerca di operare come un buon padre di famiglia pur tra eventuali errori, so che posso far valere le mie ragioni, anche su uscite extra bilancio». Sono le parole del sindaco Paolo Pezzolato rivolto ai banchi della opposizione di Voltiamo pagina, nell’ultima seduta consiliare con all’ordine del giorno tali variazioni di bilancio.

Ma la minoranza ha votato no su tutta la linea, oltre a chiedere chiarimenti (è intervenuto a livello tecnico il segretario comunale) sul perché non vengano approvati i verbali delle sedute precedenti. Le consigliere Sonia Turra e Raffaella Vezzali hanno motivato il no, «Valutato il permanere della grave situazione di criticità irrisolta organizzativa e amministrativa che dura ormai da troppi anni, quella che ci ha portato al predissesto il 24 ottobre 2018. E visto il continuo spendere fondi dei cittadini per pagare avvocati e finanziare i continui ricorsi ai numerosi e costosi decreti ingiuntivi che i creditori fanno per debiti non pagati, che partono addirittura dal 2016».

E, aggiungendo, che «Per rimpinguare di 30mila euro il capitolo spese legali, andate a togliere 30mila euro ai trasferimenti per Unione per finanziamento servizi. Ora volete che riconosciamo 12.933.10 euro di debiti fuori bilancio... Votiamo no perché siamo chiamate a riconoscere dei soldi per un progetto relativo al rifacimento ed efficientamento energetico del Teatro “Cazzanti”, che mai è stato fatto».

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