Buco da 100mila euro per l’ex municipio, il Comune pagherà

Berra, lavori iniziati e mai finiti in via Piave Zaghini: la ditta abbandonò il cantiere 

IL CASO

Sul recupero dell’ex municipio di via Piave a Berra, ora sede della biblioteca comunale, si inserisce un altro tassello del puzzle che inizia a delineare come si sia arrivati a creare il “debito fuori bilancio” di Riva del Po. A innescare il tutto è il commento sui social di Leonardo Peverati, ex consigliere comunale di Berra, seduto sui banchi consiliari per molte legislature. “Il fallimento del “Buon Governo” ...”.


L’INTERVENTO

Poche ma significative parole che solleticano l’intervento dell’ex sindaco di Berra Eric Zaghini, primo cittadino nelle ultime due legislature dell’ex comune, che ha vissuto direttamente la vicenda di quella ristrutturazione.

«La questione è, invero, assai diversa, e per certi versi più semplice, da come viene dipinta dall’ex consigliere – dice Zaghini –. L’impresa aggiudicataria abbandonò il cantiere dopo avere eseguito la parte iniziale dei lavori. Fummo costretti a rinunciare al finanziamento, cercarne un altro a valere sui fondi europei, bandire nuovamente la gara e aggiudicarla».

L’impresa a quel punto fece causa al Comune, «chiedendo che le fossero pagati i lavori eseguiti prima dell’abbandono. Rifiutammo, visto il loro inadempimento. Ci fecero causa. Il tribunale di Ferrara ci diede ragione. In appello la corte di Appello di Bologna, pur riconoscendo il loro inadempimento, ha riconosciuto il loro diritto ad ottenere le somme contestate. Finché sono stato sindaco, era stato prudenzialmente tenuto tra i residui attivi la parte del mutuo contratto per cofinanziare l’opera, nel caso di una (sempre) possibile soccombenza. Non so se e perché sia stato cancellato quel residuo (circa 59mila euro) in grado di coprire un eventuale esito negativo della causa».

la puntualizzazione

L’ex sindaco berrese non intende far polemiche ma aggiungere notizie a una vicenda che per alcuni versi è sembrata strana. «La ditta – riprende Zaghini – continuava a chiedere variazioni in aumento degli importi appaltati e improvvisamente abbandonò, lasciandoci in braghe di tela. Ricordo che la direzione lavori intimò più volte di riprendere, fino a che fummo costretti a dichiarare la risoluzione per inadempimento. Tra l’altro mi sorprende che non sia stato valutato il ricorso in cassazione, perché la sentenza di appello mi pare quantomeno opinabile: evidentemente han preferito pagare».

La somma da sanare è di ben 102mila euro, che l’attuale amministrazione ha deciso, con voto a maggioranza del consiglio comunale, di pagare.

D.M.

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