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«Era gentile, aiutava sempre tutti», sgomento per la morte dell’operaio

Stefano Bonsi, 53 anni, si era trasferito da poco nella casa in campagna lungo la strada Mezzano

OSTELLATO. Era una persona gentile e discreta, Stefano Bonsi. Ha perso la vita mercoledì nel tardo pomeriggio in un incidente che ha dell’assurdo per la serie di coincidenze che si sono susseguite. Aveva 53 anni, una moglie e due figli adolescenti che, purtroppo, erano lì con lui quando ha chiuso gli occhi per sempre.

Bonsi, come raccontano i vicini, non stava mai fermo e dopo il lavoro alla Bompani si dedicava alla campagna. Ed anche mercoledì stava tagliando l’erba con il suo trattorino, quando è finito nel canale che costeggia la strada e per lui non c’è stato nulla da fare.


L’incidente

Una serie di coincidenze, appunto. L’uomo ha sempre vissuto in campagna, sapeva muoversi bene e usare i mezzi agricoli. Mercoledì ha deciso di tenere pulito (anche) il ciglio della statale e lo ha percorso per qualche centinaio di metri. Poi è rientrato nel suo cortile e ha deciso di tagliare l’erba anche vicino all’albero. Qui la manovra sbagliata, il trattorino che con due ruote finisce sul ciglio del fosso, lui che ci prova ma non riesce a scendere e viene travolto dal mezzo. Bonsi finisce con la testa in quei pochi centimetri d’acqua e il sospetto, ma sarà solo l’autopsia a raccontarlo, è che possa essersi annegato perché in quel momento non c’era nessuno lungo la strada, considerate le altissime temperature. O forse ha avuto fratture importanti all’altezza del collo e per lui non c’è stato nulla da fare.

«Aiutava sempre tutti – dicono i vicini –. Nel fine settimana era andato a tagliare l’erba nella casa qui in fondo alla via, da una signora. Io per esempio gli avevo chiesto il permesso di poter lasciare la mia macchina nel suo cortile, non ha mai detto un no». «Ci siamo visti proprio lunedì mattina. Lui era in macchina, è passato davanti casa mia, mi ha salutato come faceva sempre. Non riusciamo davvero a capire come abbia fatto».

La famiglia Bonsi abita in strada Mezzano da circa un anno, un tempo breve durante il quale il 53enne è riuscito a farsi conoscere e benvolere da tutti. Era operaio alla Bompani, ci lavorava da anni, «ma la sua grande passione era la campagna. Qui si sentiva libero, era felice. Morire in questo modo è davvero assurdo, inaccettabile. Era riuscito a coronare uno dei suoi sogni ed ecco come è finita. La vita alle volte è spietata».

Annarita Bova

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