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Ferrara, Fer in lutto: è morta l’architetto Malagutti

Era la responsabile del mega progetto del tunnel ferroviario di via Bologna, aveva 49 anni e lottava contro la leucemia

FERRARA. Non è riuscita a superare l’ultima e sofferta prova contro una malattia che l’affliggeva da tanti anni, ma che si è acuita negli ultimi mesi.

Isabella Malagutti è morta a 49 anni per leucemia, lasciando nello sgomento familiari, parenti e le tantissime persone che ha incontrato durante la sua esperienza lavorativa nella quale ha dimostrato grandi doti di professionalità e umanità.


GRANDE PROFESSIONISTA

L’architetto Malagutti, laureata all’università di Venezia, era infatti la responsabile per conto di Fer del mega progetto dell’interramento ferroviario. Il famoso tunnel, il cui cantiere è partito ufficialmente nel maggio 2020, inizia dalla Rivana per raggiunge l’Arginone. Un progetto da 60 milioni di euro, che vede vari enti promotori e che finalmente è riuscito a decollare grazie anche alla determinazione di questa donna che è arrivare a ricoprire incarichi strategici. Tra l’altro proprio lo scorso mese di maggio era riuscita a laurearsi anche in Ingegneria della sicurezza, arricchendo la sua competenza professionale che l’ha vista negli anni passati ricoprire anche mansioni importanti da Giulio Barbieri e nell’amministrazione provinciale di Ferrara. Dal 2013 lavorava con il pool tecnico di Fer, con la dirigenza che aveva valorizzato le sue competenze per assegnarle l’importante incarico di Rup dell’interramento ferroviario nel nodo di Ferrara, uno dei progetti più delicati.

IL RICORDO

«Isabella – ricorda commosso il marito – è stata in questi anni una bravissima moglie, un’amorevole madre e una stimata professionista. Sono lacerato dal dolore per la sua morta, ma la cosa che riesce a darmi un po’ di conforto è che è riuscita a centrare tutti gli obiettivi che si era prefissata, senza bruciare le tappe e quello che ha avuto lo ha conquistato con tanto lavoro, merito e determinazione».

Nel 1997 ad Isabella venne diagnosticata una malattia del sangue, ma con cure e voglia di reazione è riuscita a condurre una vita normale. «Abbiamo adottato due bambini - continua il marito - e nel frattempo sono stato contento che sia riuscita a realizzarsi anche professionalmente in un ambiente generalmente maschile. Eravamo consci dei pericoli derivati dalla malattia e devo dire che Isabella ha lottato con forza, è stata un esempio per tutti. Devo ringraziare i medici Cuneo, Carcoforo e Volta del Sant’Anna per le cure che le hanno prestato».

LA DEDICA

E non sarebbe male, una volta che verranno ultimati i lavori del sottopasso ferroviario, dedicarle la struttura per la quale aveva speso tante energie per avviare il grande cantiere. Lo meriterebbe.

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