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Donna picchiata a sangue per aver aiutato dei cagnolini

La vittima con il volto tumefatto è una ricercatrice di economia a Unife. L’episodio in Calabria dove era in vacanza, la denuncia ai carabinieri

FERRARA. L’hanno aggredita in quattro, tutti componenti di una famiglia, picchiandola a sangue tanto da provocarle lividi e graffi in tutto il corpo, volto compreso.

È davvero sconcertante quanto è capitato nei giorni scorsi a Tortora, una località marittima della Calabria, a una docente che ha il ruolo di ricercatrice dal 2019 nel dipartimento di economia dell’Università di Ferrara.


L’episodio è stato denunciato ai carabinieri dalla stessa ricercatrice che poi sui social, postando anche alcune foto che la ritraevano con bende e lividi, ha spiegato l’accaduto.

«La vostra solidarietà e vicinanza mi ha toccata profondamente - ha scritto per ringraziare amici e conoscenti - mi ha commossa e, soprattutto, mi ha dato forza. Grazie per l’aiuto ricevuto. Mi dispiace per tutte le telefonate, messaggi e mail persi. Ero fisicamente impossibilitata a parlare e ho anche il cellulare rotto a causa dell’aggressione».

L’aggressione

A provocare la brutale reazione della famiglia campana, pare sia stato il soccorso fatto dalla Orlando nei confronti di alcuni cuccioli di cane che aveva visto abbandonati nei pressi della sua abitazione. Ha pensato di dare da bere agli animali in attesa che la locale sezione dell’Enpa si prendesse cura di loro. Evidentemente la cosa non è piaciuta ai vicini di casa che le hanno urlato e sgridato per aver lasciato la ciotola dell’acqua davanti alla loro porta. Due giorni dopo l’hanno però aspettata al varco e lì, secondo il racconto della ricercatrice dell’università di Ferrara, è iniziato il pestaggio con schiaffi, graffi e pugni e anche le minacce di morte nel caso avesse denunciato l’episodio.

Cosa che ha fatto regolarmente prima ai carabinieri di Paola per competenza territoriale e poi a quelli di Potenza, città dove la Orlando risiede.

Tra l’altro la donna segnala anche il fatto che nonostante la presenza di persone, nessuno abbia mosso un dito per difenderla o soccorrerla.

Dopo le botte è arrivata un’ambulanza che l’ha portata per la medicazione all’ospedale e le successive dimissioni con una prognosi di una trentina di giorni.

«Siamo vicini e solidali a Beatrice Lucrezia Orlando», dicono i deputati M5s Vittorio Ferraresi e Stefania Ascari che si schierano al fianco della ricercatrice Unife aggredita in Calabria.

«La dinamica descritta sui social dalla ricercatrice dell’ateneo ferrarese è agghiacciante – intervengono Ferraresi e Ascari – e mostra una ferocia inaudita innanzi a un gesto di pura umanità

Ferraresi e Ascari ringraziano le forze dell’ordine per l’intervento e il personale sanitario che si è preso cura della ricercatrice.

«A Orlando mandiamo i pronti auguri di guarigione – concludono i parlamentari pentastellati – e ci auguriamo che la giustizia possa adesso fare il suo corso per mettere la parola fine a questa brutta vicenda».

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