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Malore in mare, turista rischia di annegare. La donna salvata da una coppia di Codigoro

A Lido Volano provvidenziale l’intervento dei coniugi: «L’abbiamo trascinata a riva e iniziato il massaggio cardiaco» 

LIDO VOLANO. Turista trentina colta da malore durante una passeggiata in mare, viene trascinata a riva e salvata da altri turisti. È una storia, fortunatamente a lieto fine, quella che ha coinvolto ieri, attorno a mezzogiorno, sulla spiaggia libera, a nord di Lido Volano, una bagnante di 67 anni, Aurora Brentagani di Avio (in Trentino), una coppia di amici di Soresino (Pd) e altri turisti in spiaggia, fra i quali una coppia di codigoresi. Proprio l’intervento dei due coniugi di Codigoro si è rivelato provvidenziale, anche per riattivare i battiti del cuore alla donna, ormai in arresto cardiaco, portata a riva a braccia, con l’aiuto di altri turisti.

IL RACCONTO


«Stavamo rinfrescandoci un po’ dalla calura – hanno raccontato i due bagnanti di Codigoro, subito dopo il salvataggio –, quando abbiamo notato un oggetto bianco e rigonfio, galleggiare. Non lo avevamo notato prima e ci siamo avvicinati. Era la maglietta di una donna riversa a faccia in giù in acqua. L’abbiamo scossa ma non reagiva e quindi – hanno spiegato i due turisti – l’abbiamo afferrata per un braccio, girandola, e cominciato a trascinarla a riva con l’ausilio di altri tre turisti presenti». Sulla battigia, mentre la coppia di amici della donna accorreva, qualcun altro ha chiamato il 118. Subito i due di Codigoro hanno cominciato senza indugi a praticare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. La turista trentina, dopo aver espulso parecchia acqua, ha finalmente ripreso a respirare. In attesa dei soccorritori, c’era chi si è prodigato per coprire la donna con un ombrellone e chi le teneva la testa sollevata.

I SOCCORSI

Sul posto sono poi giunte, non senza difficoltà, l’ambulanza e l’automedica dell’ospedale del Delta. La spiaggia libera a nord di Lido Volano è raggiungibile solo percorrendo uno stradello sterrato antistante il Bagno Cormorano.

All’arrivo dei soccorritori la task force improvvisata, formata da turisti in spiaggia, ha continuato ad adoperarsi per dare man forte, trasportando le pesanti attrezzature, barella compresa, in dotazione sull’ambulanza. Alle 12.20 è atterrata in spiaggia libera l’eliambulanza di Ravenna, prendendo in consegna Aurora Brentagani, ormai stabilizzata, per trasportarla al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona.

«Io e mia moglie abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre capacità – ha riferito Lucio Marchioro, fiorista di Solesino, amico della donna salvata a Lido Volano –; ma se Aurora è salva, lo si deve alla coppia di coniugi di Codigoro e ad altri turisti che, senza esitazioni, hanno operato come veri soccorritori. Tutti loro meritano una medaglia. Io e mia moglie siamo veneti, ma l’Emilia Romagna è conosciuta per la grande volontà e la forza della sua gente di aiutare e offrire solidarietà con gesti concreti e qui lo ha dimostrato. Grazie di cuore a tutti».

IL DIBATTITO

La vicenda, seppur andata a lieto fine, riaccende il dibattito sull’assenza del servizio di salvataggio nei tratti di spiaggia libera. L’ordinanza balneare regionale prevede l’obbligo di istituire il presidio a mare con gli assistenti ai bagnanti solo nelle aree demaniali in concessione. Sono infatti le cooperative degli stabilimenti balneari a coprire i costi del prezioso servizio.

Katia Romagnoli

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