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Ferrara, troppi edifici fantasma: aumenta l'abbandono edilizio

Aumentano i casi di degrado nelle strutture inutilizzate

FERRARA. Palazzi e strutture che un tempo erano pieni di vita e di operosità e che invece da tanti anni sono abbandonati e deserti, pieni di erbacce e detriti. Il tutto rappresenta anche un grosso pugno all’estetica urbanistica, perché evidenzia un forte stato di degrado. Crescono gli edifici fantasma in città, con la chiusura di attività produttive e dismissioni di sedi operative, che vanno a sommarsi a quegli edifici che da tanti anni sono lì, abbandonati a se stessi e con ancora tanti punti interrogativi su un futuro incerto dovuto ad un presente di incognite.

L’ex Trony

Tra questi c’è l’ex Trony in via Pontegradella, quel complesso dai muri dipinti in bianco e azzurro che un tempo ospitava una dei punti più forniti per l’elettronica e che invece dalla chiusura dell’attività da più di dieci anni è un rudere vuoto, balzato alle cronache recenti solo per i blitz effettuati dalla forze dell’ordine per sgomberare i locali occupati abusivamente. A Ferrara ci sono stati vari interessamenti in questi anno per occupare l’area con un’attività alternativa ma molti sono andati a vuoto, un po’ per il prezzo d’acquisto stimato in 1,5 milioni di euro ai quali vanno sommate poi tutte le spese per la ricostruzione di uno stabile fatiscente e poi perché l’edificio si presta più a un impiego commerciale, in continuità con il precedente che non ad una trasformazione in residenziale con appartamenti abitativi.

Il palazzo di vetro

Dall’altra parte della strada, sul lato di via Eligio Mari c’è poi una costruzione che da anni è lì, un palazzo di vetro che deve ospitare un centro poliambulatoriale ma che ancora resta un cantiere transennato. Per tanti anni è rimasto lo scheletro della struttura, poi sono stati messi anche i vetri alle pareti, ma i tempi non saranno brevi.

Coop ancora al palo

Sul fronte immobiliare si aspettava un colpo d’ala da parte di Coop Alleanza 3.0 che negli ultimi anni sembrava intenzionata a costruire residenziali, ma ancora resta tutto desolatamente fermo. L’acquisto degli ex spazi dell’ex Amga in via Foro Boario sembrava l’avvio del recupero di un’area particolarmente degradata e meta di continui ingressi irregolari. Forse il momento poco propizio per avviare un’attività immobiliare ha consigliato prudenze. La stessa prudenza che ha impedito al momento di fare le prime mosse anche nell’area di via del Lavoro dove sempre la Coop era interessata ad espandersi con attività commerciali e per questo aveva fatto demolire anche gli edifici obsoleti dell’ex Felisatti in via del Lavoro. Si parlava di trasferire la Coop di via Modena e di costruire anche una multisala, ma l’operazione Lidl, che ha riconvertito l’ex Nord Ovest nella vicina viale Po in un fornito discount, ha scompigliato i piani iniziali e tutto al momento è rimasto ancora sulla carta.

Via Modena- via del Lavoro

E quella zona è un’altra di quelle aree che vede tanti edifici chiusi per cessata attivata da decenni, ma ancora un’opera di riconversione appare distante anni luce. Per questo viene salutato favorevolmente l’ultima importante riconversione effettuata in via Modena all’angolo con via Santini. Al posto dell’ex Mares ora sorgono due ristoranti qualificati, inaugurati a luglio, che sicuramente ricompensano il vuoto lasciato per tanti anni da un rudere. Un segnale molto importante che fa ben sperare anche perché all’orizzonte operazioni di questo tipo stentano a decollare in tempi rapidi.

L’ex distilleria

Sembrava ad esempio potesse cominciare il processo di riqualificazione anche per l’ex distilleria di via Turchi negli ultimi tempi rifugio di molti abusivi, con un complesso di edifici e terreni talmente vasto e sul quale poteva sorgere tranquillamente un ospedale al posto di farlo così distante dalla città. Per la riqualificazione dell’area bisognerà attendare però ancora più di due anni. Il termine per attivare il piano da parte della società Real Estate Ferrara, partecipata da Seci coinvolta nella crisi del gruppo Maccaferri, sarebbe stato il 31 dicembre 2020 ma Ref ha sfruttato una possibilità offerta dal Decreto semplificazioni per posticiparlo di un triennio, nel frattempo visionare tutti quelli edifici così dismessi e abbandonati sembra di vedere un desolante scorcio di un quartiere uscito da un bombardamento, per la fatiscenza del luogo.

Via Due abeti

Un altra zona ad alto tasso di degrado dove la chiusura di attività produttive ha provocato forte degrado, sono alcuni insediamenti che sorgono in via Due Abeti, all’interno dei quali speso e volentieri ci sono operazioni di polizia per sgomberare alloggi e spazi occupati abusivamente, con il rischio a volte anche di incendi perché qualcuno accende fuochi all’interno.

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