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Lidi. Appello dei bagnini ai genitori in spiaggia: «Meno telefonini e più attenzione ai figli»

L’allarme del sindacato nazionale trova sostegno sulla costa comacchiese. Forte: monito in generale a una maggiore responsabilizzazione 

LIDI L’allarme è stato lanciato il giorno di Ferragosto, il capodanno dell’estate. Un appello partito dal sindacato nazionale salvamento e ripreso in particolare dai bagnini della vicina Romagna: «I genitori stanno troppo incollati al cellulare e si perdono di vista i figli, con il rischio che possano finire in acqua e annegare e i bagnini non possono avere occhi ovunque». Questo in sintesi il messaggio, che non può ovviamente passare inosservato, perché anche in tempi recenti si sono consumate tragedie terribili nella nostra provincia: dal 13enne annegato Ai due laghi di Gambulaga nell’estate 2019 al bimbo di 4 anni morto la scorsa estate nella piscina di un agriturismo di Bosco Mesola.

Fortunatamente finora ai Lidi è andata meglio (almeno se parliamo di minori), ma giusto sabato scorso ha fatto discutere il caso di una bambina di tre anni finita in uno stabilimento balneare a Porto Garibaldi: la piccolina non sapeva indicare da dove arrivasse e solo dopo un paio d’ore sono arrivate madre e nonna, che avevano perso di vista la bimba mentre erano all’aperitivo...


Allarme generale

«Non è un appello infondato - dice Federica Forte, comandante Guardia costiera di Porto Garibaldi e Goro -, visto che il bagnino è il primo presidio ma non può avere occhi dappertutto e l’annegamento avviene in fretta. Senza dimenticare le spiagge libere e le fasce orarie in cui il servizio è inattivo. E non è solo un problema di minori, molto più frequenti sono i casi di anziani colpiti da malore perché vanno in acqua in ore calde o persone che non conoscono i fondali e non sanno nuotare ma vanno verso gli scogli (si pensi al 30enne morto di recente a Lido Scacchi; ndr). Credo che il monito vada fatto in generale, invitando a una maggiore responsabilizzazione di genitori e parenti, i primi a dover vigilare i bambini. E questa attenzione non serve solo in acqua, dove certo c’è il rischio di annegare, ma un bimbo che sfugge all’attenzione dei genitori può finire anche in strada».

I bagnini

E chi ha la responsabilità del primo presidio che ne pensa? «Fortunatamente casi gravi non ne sono avvenuti ai Lidi - risponde Francesco Corradi (Alto Adriatiko) -, ma capita molto spesso di genitori che si perdono il bambino perché al telefonino o impegnati in altro. Episodi ce ne sono stati e altri ce ne saranno, per fortuna non siamo dovuti intervenire in acqua dove il pericolo è maggiore».

«Premesso che le persone in acqua sono tante ed è difficile seguire tutti - aggiunge Alex Bellotti (Cus Salvataggio) -, almeno se si parla di bambini piccoli devono essere seguiti dai genitori. Discorso diverso e più difficile con ragazzini da 10 anni in su, abituati a essere indipendente. Per fortuna da noi grossi problemi da questo punto di vista non ne abbiamo registrati, ma devo rilevare un’altra situazione che ci complica il lavoro e l’ho anche riferito all’Usl. Quando qualcuno chiama aiuto tutti si sentono eroi, va bene cercare di salvare qualcuno ci mancherebbe, ma bisogna essere veramente bravi o altrimenti meglio lasciar fare a chi è più preparato. Cito a esempio l’ultimo caso del 30enne annegato a il 7 agosto a Lido Scacchi: erano cinque amici e nessuno sapeva nuotare, lui era quello più vicino agli scogli e quando ha gridato aiuto gli amici hanno cercato di salvarlo, ma così gli assistenti hanno dovuto recuperare cinque persone anziché la sola in difficoltà».

«Al mare ci sono poche regole da seguire, ma bisogna conoscerle, dalle bandiere esposte al fatto di non entrare in acqua se il mare è agitato. Invece, ci tocca spesso rincorrere le persone per richiamarle alla prudenza e molti nostri assistenti bagnanti lamentano la poca collaborazione della Guardia costiera, primo perché dovrebbe multare chi non rispetta le regole, se chiude gli occhi noi non veniamo ascoltati, e poi spesso ci controllano se siamo in regola con la documentazione nelle ore di punta, quando c’è più gente in mezzo al mare», chiude.

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