Stadio sotto sequestro. Doccia fredda per la Spal: capienza più che limitata e rebus pure per il Venezia

Potrebbero entrare solo quattromila spettatori rispetto ai 16.134 posti disponibili

FERRARA. Le docce gelate, pur in piena estate non sempre sono situazioni gradite. Anzi possono essere ampiamente controproducenti, sopratutto se inserite in un programma già di per se burocraticamente complesso per prepararsi ad assistere a un evento. In questo caso una partita di calcio. Della Spal, ovviamente. Perché andare “alla Spal” a Ferrara è un credo religioso, pur reso di certo complesso dalle ultime notizie relative al sequestro di ben due dei quattro settori dello stadio di Corso Piave.

Ferrara, sigilli allo stadio "Paolo Mazza"



Sta di fatto che allo stato attuale delle cose sembra veramente utopia pensare a una piena disponibilità del “Mazza” per l’esordio casalingo di domenica 29 (orario serale) contro il Pordenone. Occorrerà naturalmente capire gli sviluppi di questa complessa vicenda, ma i tempi non dovrebbero essere certamente brevi o comunque immediati.



A questo punto - in vista del match con i ramarri - gli scenari sono tre. Il meno praticabile pare essere il trasloco lontano da Ferrara, visto che comunque il campo di gioco dovrebbe essere agibile o comunque praticabile per lo svolgimento di un match. Si potrebbe quindi giocare completamente a porte chiuse, come purtroppo fatto negli ultimi periodi, ma il limite massimo dei danni sarebbe quello di adeguarsi alla nuova capienza disponibile tenendo ovviamente conto anche dei discorsi legati al contingentamento al 50% della capienza (con ovvio vincolo del Green Pass obbligatorio).

Sigillate la Tribuna Est (capienza 4.216 spettatori tra locali e ospiti) e la Gradinata Nord (3.750 sedute limitrofe al maxi schermo), rimarrebbero disponibili solo i settori di Curva Ovest (4.250 ingressi in condizioni normali) e Tribuna Sud centrale (4.000 posti circa). In questo senso, tenendo conto del 50% del possibile utilizzo, potrebbero entrare soltanto 4000 persone sulle 16.134 che il “Mazza” potrebbe ospitare nella sua piena capacità. Una piccola parentesi va aperta sul discorso della Ovest, visto che a inizio dello scorso mese di luglio i ragazzi del feudo più caldo del tifo spallino si erano espressi ufficialmente chiedendo alla società, per rispetto del sacro luogo del tifo estense, il non utilizzo del loro settore fino al pieno ritorno alla normalità degli ingressi e della conseguente possibilità di tifare e di fare folklore in piena libertà. Naturalmente la decisione finale anche di questo legittimo aspetto toccherà alla società di via Copparo. A margine del problemone emerso ieri mattina va inserito anche il discorso del Venezia: gli arancioneroverdi dovrebbero giocare la loro prima partita interna il 19 settembre contro lo Spezia. L’auspicio per i lagunari è che il Penzo sia pronto prima di quella data, per evitare qualsiasi problema legato all’ospitata della serie A dentro il “Mazza”. Nella giornata di ieri Spal e Venezia si sono tenute in contatto sui primi sviluppi di una faccenda che nei prossimi giorni farà sicuramente parlare di se.

Alessio Duatti