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Bimbo rischia di annegare, salvato dai bagnini: è grave

Il piccolo, 6 anni, era con la famiglia in un tratto di spiaggia libera in viale dei Mille Improvvisamente è sparito. È ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Cona

PORTO GARIBALDI. Un bimbo di sei anni, al mare con la sua famiglia, ha rischiato di annegare, ieri poco prima delle 13, nel tratto di spiaggia libera di viale dei Mille, a Porto Garibaldi.

Dopo i soccorsi, nel primo pomeriggio il bimbo è stato trasferito nella terapia intensiva dell’ospedale “Sant’Anna” di Cona: le sue condizioni sono gravi ma i sanitari stanno facendo tutto il possibile per salvarlo.


Il piccolo si era da poco immerso in acqua con la mamma e con altri coetanei, giunti in spiaggia con i rispettivi familiari, quando è sparito dalla vista di tutti. Le grida disperate della madre hanno richiamato dalla spiaggia l’attenzione dei tanti che avevano deciso di trascorrere una bella giornata d’agosto in riva al mare.

Poiché le spiagge libere non sono presidiate dal servizio di salvataggio, i primi ad accorrere sono stati 3 bagnini del Cus Salvataggio, impegnati a sorvegliare i bagnanti degli stabilimenti balneari più vicini.

«Abbiamo sentito una donna gridare, teneva in braccio un bambino – racconta Franca De Rosa, turista milanese, in vacanza a Porto Garibaldi – e abbiamo pensato che il figlio non volesse fare il bagno. Poi abbiamo notato che a riva i parenti hanno cominciato a praticare il massaggio cardiaco, mentre di corsa, dalla battigia arrivavano tre bagnini con il borsone rosso di salvataggio».

L’allarme al 118 era già partito, e tramite la Guardia Costiera dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi erano stati allertati anche i bagnini, ancora impegnati a presidiare le loro postazioni.

«Mi sono precipitato con i colleghi Lucia e Cristiano – ha raccontato Giacomo Legnani, coordinatore dei bagnini di Porto Garibaldi per il Cus Salvataggio –, ma il bimbo era già stato portato a riva. Abbiamo iniziato subito le manovre di rianimazione con massaggio cardiaco e ventilazione artificiale, ricorrendo al pallone hambu e alla bombola ad ossigeno. Il piccolo aveva bevuto molta acqua, ma non ci siamo mai fermati».

Nel frattempo sono arrivati anche i soccorritori dell’ambulanza di Comacchio e dell’elisoccorso di Bologna, ai quali il bimbo è poi stato affidato. Gradualmente il bambino, dopo aver espulso acqua, ha ripreso a respirare, facendo ben sperare genitori e soccorritori. Una volta stabilizzato, con il supporto dei bagnini, è stato trasportato, con la barella spinale, a bordo dell’eliambulanza, atterrata, a breve distanza, proprio in spiaggia libera. Nel frattempo «avevo dato disposizioni agli altri bagnini – prosegue Giacomo Legnani – di allargarsi e coprire le altre postazioni di salvataggio, che avevamo dovuto sguarnire per correre a prestare soccorso al bimbo. Questa, infatti, è l’unica ragione per cui siamo autorizzati ad abbandonare temporaneamente la nostra postazione».-

Il bimbo è stato poi trasportato, a bordo dell’eliambulanza, al pronto soccorso pediatrico di Cona, e da lì alla terapia intensiva.

Nel tardo pomeriggio dallo stesso ospedale, dove il piccolo resta ricoverato, sono arrivate notizie confortanti. Il bambino dà segni di miglioramento.

Resta da stabilire se il piccolo sia finito in una buca o se la brutta avventura sia dipesa da un malore in acqua. K. R.

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