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Goro. Milva fa ritorno a casa: verso l’intitolazione della piazza del paese

La giunta ha dato l’ok alla dedica, ultima parola al prefetto. In quel luogo c’era l’abitazione della famiglia della cantante

GORO. Con la sua voce indimenticabile ha affascinato l’Italia e il mondo. Veniva da Goro, anzi, era la Pantera di Goro. Milva non ha mai dimenticato le proprie origini (anche se da molto tempo viveva a Milano, dove è morta il 23 aprile scorso) e il suo paese è pronta a tributarle il massimo onore.

Un omaggio che resterà nella storia, con le radici di un territorio che guardano al futuro, perché ha a che vedere con la toponomastica. Ancora la decisione non è definitiva, ma il passo avanti importante lo ha fatto in questi giorni la giunta comunale guidata dal sindaco Diego Viviani: nella seduta di mercoledì ha approvato la delibera di intitolazione a Milva della piazza principale del paese, fin qui dedicata a Cesare Battisti. È la piazza dove c’era la casa di famiglia e in cui nacque il 17 luglio 1939.


«In quella abitazione Milva ha abitato quando era giovane – ricorda Viviani –, oggi naturalmente i proprietari sono cambiati, ma pensiamo che sia una via percorribile quella di dedicarle la piazza. Era tra le idee papabili, certamente. La soluzione non è definitiva, ma stiamo lavorando affinché sia condivisa. Tutto può essere facilitato dal fatto che adiacente alla piazza esiste già via Cesare Battisti, cosa che agevola la burocrazia». L’ultima parola spetta comunque alla Prefettura.

Piazza Ilvia Maria Biolcati detta “Milva”. Anagrafe alla mano, ecco cosa riporterà la targa. La delibera che ha avuto il via libera della giunta sottolinea che “si è ritenuto di procedere all’intitolazione senza aspettare i tempi previsti per legge, per rendere onore ad una grande artista di fama internazionale”. In linea generale, i soggetti ai quali può essere intitolato uno spazio pubblico come una via o una piazza devono essere deceduti da almeno dieci anni. A quest’ultima prescrizione, come prevede la normativa specifica, è possibile derogare se si tratta di un soggetto che vanta particolari meriti nei confronti della nazione. Che in questo caso sembrano esserci tutti, se è vero che in occasione della morte di Milva si erano espressi pubblicamente con messaggi di cordoglio sia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia il ministro della Cultura Dario Franceschini.

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