Ferrara. La crisi dei tassisti nell’anno più duro: «Settore allo stremo siamo tutti in bilico»

Non si sono mai fermati, nemmeno nei momenti più bui. Ma non è bastato. Così oggi in loro prevale il pessimismo

FERRARA. La pandemia ha bloccato tutto. Ma anche adesso, ancora in emergenza sanitaria ma con qualche speranza in più di uscire prima o poi dal lungo tunnel, non è che le cose vadano tanto meglio.

Il tour


È bastato un giro tra i taxi “parcheggiati” in Corso Martiri della Libertà, ieri mattina (23 agosto), per avere chiaro il polso della situazione di uno dei settori più tradizionali della città. Conducenti tra i quali prevale il pessimismo, non quello di maniera, bensì quello che prende le mosse da dati concreti. I tassisti vivono una delle pagine più tristi e complicate della loro storia, con le giornate di lavoro che si sono assottigliate e con esse anche i guadagni. Chiedono aiuti immediati, i tassisti, per uno dei settori, il loro, tra i più falcidiati dalla emergenza Covid. E da tutto quello che ne è conseguito. Tassisti che, come hanno messo in evidenza diversi conducenti, non hanno mai abbandonato la città, nemmeno quando il blocco decretato dal Governo era totale – quando la zona rossa era realmente tale – anzi, nonostante lo stop, spesso sono andati incontro ai cittadini mettendosi al loro servizio a tariffe agevolate. Non è bastato, purtroppo. E oggi, mentre parliamo con il tassista Massimo Milani, nella sua voce è nettamente capibile lo scoramento. «Meglio? Un poco, ma certo non come prima della pandemia – dice Milani – Tra l’altro è anche difficile usare un parametro attendibile tra prima e dopo l’emergenza sanitaria, sempre che si possa già usare la parola dopo. Durante le chiusure totali andava bene se facevi 3 corse al giorno. Oggi va un tantino meglio ma non è certo il momento di festeggiare».

E dire che, per non lasciare nulla di intentato, sono state studiate anche delle novità organizzative legate proprio agli orari di servizio dei taxi.

«Sì – ci conferma Milani – in buona sostanza come tassisti abbiamo deciso di fare un giorno di riposo in più durante la settimana in modo che siano di meno i colleghi che si trovano a lavorare in giorni potenzialmente buoni e aumenti così l’opportunità di poter fare qualche corsa in più. La novità introdotta è intelligente ma per valutare il reale impatto occorre attendere ancora».

Gli scenari

Intanto anche i colleghi confermano il “punto” di Milani: «Non va ancora come dovrebbe – dice infatti un altro conducente, con l’auto a pochi metri dalla statua del Savonarola – Le chiamate non sono ancora paragonabili a quelle che la centrale operativa riceveva e smistava in periodi, diciamo, normali. Diventa anche difficile prevedere il futuro: ormai questo lavoro ha subito molte modifiche, diverse trasformazioni e quindi fare previsioni è quantomai azzardato. Siamo sempre molto legati anche a quanto accade in città, agli eventi, alle fiere cui il Comune partecipa in qualche forma. Insomma, la vera necessità delle persone diventa il nostro metro per valutare anche le opportunità del nostro lavoro».

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