Opposizione all’attacco «Quanti altri debiti stanno per emergere?»

Dopo i casi Cidas e Res è arrivato un altro decreto ingiuntivo «Progetti di manutenzione del teatro peraltro mai partiti»

JOLANDA DI SAVOIA. «È ormai tempo che questa amministrazione comunale ammetta di non essere in grado di gestire la situazione. Lo deve ai cittadini». A scrivere sono i consiglieri della lista di opposizione Voltiamo pagina, che intervengono sulle ultime vicende giudiziarie (ed economiche) che hanno coinvolto il Comune di Jolanda.

«Che senso, utilità e merito abbia un’amministrazione che insiste a lasciare che una comunità – già portata in predissesto –, affoghi tra debiti, decreti ingiuntivi, sentenze, debiti fuori bilancio, costose fatture di avvocati, interessi di mora per ritardati pagamenti e disservizi per i cittadini, ci appare incomprensibile. Tutto per altro relativo ad atti non riconducibili alla pandemia. Ma ultimamente abbiamo davvero toccato il fondo: un giudice del Tar, dopo l’ennesima sentenza che condanna le amministrazioni Trombin e Pezzolato a pagare i suoi creditori, è stato addirittura “obbligato” a nominare il prefetto di Ferrara (Michele Campanaro; ndr) come commissario per essere sicuro che il Comune di Jolanda pagasse i suoi debiti come da sentenza emessa. Lo stesso giudice che contemporaneamente ha trasmesso gli atti alla Corte dei Conti per la valutazione di un eventuale danno allo Stato. Giudice che trasmette la sentenza anche alla Procura del Repubblica, perché il ritardo da parte del Comune nell’ubbidire a una sentenza emessa da un tribunale potrebbe essere riconosciuto come reato penale. Le sentenze si rispettano, così dice la Costituzione».


I CASI

Una situazione che si è creata per i debiti, nei confronti di Cidas e consorzio Res risalenti al 2019, per l’asilo e il nido San Giuseppe, allora gestito dal Comune. «Per evitare tutto questo sarebbe bastato fare come si fa in una normale famiglie: prima di effettuare una spesa si verifica se ci sono i soldi e poi si paga come dovuto i nostri creditori. Per pagare solo una parte di questi debiti residui e dopo un decreto ingiuntivo e sentenze di tribunali le amministrazioni Trombin/Pezzolato cosa fa? Toglie 15.000 euro da fondi per i servizi socio - assistenziali. Allo stesso tempo toglie 90.000 euro dagli stanziamenti per saldare il debito che deve ancora pagare – circa 250.000 euro – all’Unione Terre e Fiumi per i servizi di cui Jolanda ha goduto prima dell’uscita dall’Unione. E, contemporaneamente, impegna per il primo semestre 2021 la somma di 210.000 euro da pagare ad Asp, cioé per i servizi alla persona (in virtù della convenzione stipulata a fine 2020, con l’Unione il costo dei servizi per anno era 180.000 euro; ndr). Con che risparmi e con che benefici per i cittadini? A questa domanda l’amministrazione non ci ha mai dato alcuna risposta».

«Quella di Jolanda di Savoia - continuano dall’opposizione - è un’amministrazione che non è certo garanzia di buon governo. Ci sono, a esempio e fra le tante altre cose, progetti di manutenzione per il teatro Cazzanti che sono stati commissionati nel 2017, rivisti nel 2018 e mai pagati e che l’amministrazione aveva dimenticato di avere fino all’arrivo, in questi ultimi tempi, dell’ennesimo decreto ingiuntivo. Si tratta di debiti fuori bilancio che non sono nemmeno stati inseriti nel predissesto. Progetto, quello per la ristrutturazione del teatro, che mai è stata neppure iniziata. Ci chiediamo quanti altri debiti fuori bilancio ci sono di cui le amministrazioni Trombin/Pezzolato non si sono accorte e che a breve ci cadranno sulla testa? Con che costi e conseguenze per tutti noi? Intanto, noi di Voltiamo Pagina attendiamo sempre ci siano forniti documenti e risposte che a oggi ancora non abbiamo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA