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Destra Po: vent’anni di solitudine

Inaugurata il 9 settembre 2001: verso il compleanno della  ciclabile che non è ancora decollata

FERRARA. Vent’anni di solitudine. La Destra Po il prossimo mese compirà due decenni essendo stata inaugurata il 9 settembre 2001, sotto i migliori auspici per quella che doveva diventare l’asso di briscola del turismo slow ferrarese.


In effetti è una bellissima pista ciclabile, asfaltata più o meno decentemente, come testimoniano ad esempio anche i prossimi lavori che verranno eseguiti dal 30 agosto in prossimità della Canottieri a Pontelagoscuro, fino a Francolino. La Destra Po, sfruttata soprattutto da ciclisti amatoriali e anche da chi vuole fare una passeggiata senza il traffico dei veicoli a motore, avrebbe delle grandissime potenzialità. Si trova sull’argine del tratto terminale del fiume più grande d’Italia, offrendo caratteristici scorci naturali lontano da smog e inquinamento vario. Il tracciato poi è quasi esclusivamente pianeggiante per cui è accessibile e sicura.

Mancano però soprattutto i servizi basilari per questo genere di infrastrutture e l’effetto covid ha purtroppo peggioramento la già precaria situazione.


Progetti non realizzati

È lunga la strada dei progetti messi in cantiere solo sulla carta ma non realizzati per mancanza di una precisa volontà imprenditoriale di investire sul cicloturismo in maniera seria ed efficace come hanno fatto in altri territori, realizzando piste ciclabili super attrezzate e pronte ad accogliere turisti in bicicletta provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero.

Doppia potenzialità


Tra l’altro si potrebbe anche sfruttare meglio la doppia potenzialità fluviale che consentirebbe la mobilità per tratti in bici e per altri tratti per via d’acqua approfittando della risorsa del grande fiume. Una sinergia che era stata lanciata in occasione del decimo compleanno della Destra Po, nel settembre del 2011, abbinando percorsi in bici e in barca, ma purtroppo questo tipo di turismo avrebbe bisogno di maggiori investimenti non solo a carattere comunicativo e pubblicitario ma anche di reali strutture ricettive. Tra le pecche maggiori della Destra Po c’è la quasi totale assenza di punti ristoro degni di tale nome, di attrezzate aree pic nic in mezzo al verde, come nelle più conosciute ciclovie in montagna e ai laghi. Mancano anche punti per la riparazione dei mezzi in caso di guasto o grave foratura o di un servizio di noleggio biciclette, in grado anche di sostituire il mezzo in caso di guasto tramite una presenza in zona. Senza arrivare a quel gioiellino di efficienza e di servizi che è la Dobbiaco-Lienz, alla Destra Po mancano soprattutto servizi. In passato ci sono stati imprenditori che hanno voluto sfruttare queste potenzialità anche se alla fine hanno dovuto arrendersi forse scoraggiati da una non adeguato supporto istituzionale.


Centoventi chilometri, passando per 5 comuni e attraversando tutto il confine nord del territorio, la Destra Po potrebbe diventare veramente un simbolo Ferrarese, ma è ancora poco conosciuta e servita. Sarebbe un peccato aspettare altri vent’anni.

Gian Pietro Zerbini

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