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Alto Ferrarese, denuncia la compagna: «Da un anno e mezzo non vedo nostra figlia»

La coppia viveva regolarmente qui con la loro bambina: «È andata all’estero a trovare i parenti e non è più tornata»

FERRARA. Una premessa: si tratta di una storia di denuncia con un minore coinvolto totalmente diversa da quelle che purtroppo ci troviamo (spesso) a raccontare. Perché qui non siamo in presenza di una coppia separata, bensì di uomo e donna che vivevano insieme con la loro figlioletta, poi la decisione della donna di andare a trovare i propri familiari all’estero con la bimba e una valigia piccola, perché il ritorno era previsto a breve. Invece, sono passati ormai più di 18 mesi e i contatti via via si sono rarefatti costringendo l’uomo a sporgere denuncia nei confronti della compagna per sottrazione di minore.

LA PARTENZA


Come detto, l’inizio di questa vicenda è strano. La coppia (un ferrarese e una donna straniera) vivono in una località dell’Alto Ferrarese con la loro bambina. La famiglia della donna vive tutta in un altro Paese europeo (non quello d’origine) e così lei ha prima convinto il marito a richiedere un documento valido per l’espatrio per la figlioletta, poi dopo poche settimane gli ha detto che sarebbe andata a trovare i propri parenti con la piccola, per fargliela vedere. Siamo nel mese di novembre 2019 e ancora va tutto bene. «Nel mese di marzo 2020 - racconta l’uomo - ho deciso di raggiungere la mia compagna e mia figlia e per le limitazioni della pandemia sono rimasto due mesi, mentre loro sarebbero dovute tornare con il primo volo utile per l’Italia».

E invece le cose non vanno a quel modo, perché a luglio la donna comunica al compagno di voler restare ancora, anche perché ha trovato un lavoro: «Mi critica che in Italia è senza impiego, ma era stata una scelta di comune accordo per permetterle di crescere nostra figlia. Non so se sono stati i suoi parenti a convincerla a rimanere in quel Paese straniero, ma nostra figlia è nata qui e qui deve rimanere e crescere».

La situazione nel corso dell’anno successivo è peggiorata continuamente. «I contatti si sono ridotti, se prima riuscivo a parlare con la mia compagna attraverso Facebook o con delle videochiamate in cui vedevo la mia bambina, dallo scorso aprile di fatto i contatti sono definitivamente cessati».

Le DENUNCE

Ed ecco crescere il nervosismo per l’uomo, ovviamente arrabbiato per il fatto di non avere a casa la propria figlia, tantopiù in assenza di ragioni che potessero motivare (se mai ve ne fossero) questa decisione della compagna. Ma a dirla tutta non è vero che contatti da aprile a oggi sono definitivamente terminati: «Avendo solo il documento valido per l’espatrio di nostra figlia, ora la mia compagna chiede se le faccio avere l’atto di nascita, che ovviamente non le darò. Era partita per stare via pochi giorni, magari alcune settimane, ha pochissime cose sia sue che della bambina; ora è là da più di un anno e mezzo e non voglio assolutamente che si regolarizzi in un altro Paese che non sia l’Italia».

L’uomo da settimane le sta provando tutte, intanto la denuncia ai carabinieri del proprio Comune di residenza per segnalare l’accaduto, poi si è rivolto al Tribunale dei minorenni di Bologna, ha avviato dei contatti con un avvocato e ha provato a rivolgersi anche ai servizi sociali del suo territorio: «Sono sconvolto, credevo fosse molto più scontato provare le mie ragioni in questa storia, invece non è alcuna certezza, solamente risposte negative. Sto continuando a chiamare per sapere se ci sono novità, ma nulla e mi sembra impossibile che le cose debbano andare così», conclude.

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