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Ferrara. Bulloni, giunti, piastre: i punti critici del Mazza

I lavori ordinati dalla procura per ottenere il dissequestro dello stadio. Il nuovo progetto al vaglio dei tecnici e della Finanza

FERRARA. Controventi sotto tensionati, piastre di collegamento non a contatto, problemi alle capriate, imbottiture e piastre di spessoramento sovrapposte e non correttamente saldate, bulloni e dadi di tipo diverso nello stesso giunto, giunti in cui i bulloni mancano del tutto.

Sono solo alcune delle anomalie e delle non conformità alle Norme tecniche sulle costruzioni che dovranno essere sanate con un nuovo progetto esecutivo per ottenere il dissequestro della Curva Est e della copertura della gradinata Nord dello stadio Paolo Mazza. Dopo i sigilli posti dalla Guardia di Finanza lo scorso 18 agosto, su richiesta della procura e disposti dal Tribunale, i nove indagati ( tra progettisti, costruttori e collaudatori) dell’inchiesta sull’ampliamento dello stadio, hanno ricevuto la notifica della revoca del sequestro, subordinata però alla predisposizione di un nuovo progetto e all’esecuzione degli interventi per riportare in sicurezza le parti dell’impianto attualmente non agibili al pubblico. Sì dunque alle partite in casa della Spal al “Mazza”, ma solo nei settori “liberi” Curva Ovest e gradinata centrale, e con una capienza limitata al 25% della portata massima (dunque meno di quattromila spettatori) per effetto sia del sigilli che delle norme antiCovid.


Per poter riaprire anche la gradinata Nord e la Curva Est, invece, sarà prima necessario correggere le criticità rilevate dai consulenti della procura, gli ingegneri Carlo Pellegrino e Mario Organte, gli stessi che, in collaborazione con la polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, per conto della procura dovranno verificare la conformità alle vigenti Norme tecniche di costruzione del nuovo progetto esecutivo. L’elenco dei punti deboli e dei fattori di rischio individuati dil consulenti del pm Barbara Cavallo è messo nero su bianco nell’atto notificato agli indagati. Per quel che riguarda la copertura della Nord, oltre ai controventi sottotensionati e alle piastre di collegamento non a contatto sull’intera superficie, si parla di assenza di controventi orizzontali, utilizzo di barre filettate al posto dei bulloni, non corretta verifica, in fase di progetto, delle giunzioni flangiate e dei giunti di base nei montanti posteriori, oltre che dei profili a U (Upn) e dei profili tubolari.

Problemi e criticità che ritornano in parte anche nelle valutazioni sulla Curva Est, dove oltre ai controventi sotto-tensionati e alle piastre di collegamento non ben a contatto, vengono rilevati difetti di verticalità dei bulloni, mancanza di bulloni in alcuni giunti, controventi privi di tenditori, giunti a coprigiunto con bulloni in numero non uguale sulle due ali dei profili collegati, e collegamenti realizzati con due piastre separate anziché un’unica piastra. Contestate anche le verifiche relative agli arcarecci della copertura, agli elementi diagonali, ai collegamenti bullonati trave-trave con i coprigiunti e ai collegamenti bullonati in corrispondenza di alcuni nodi delle capriate a sbalzo.

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