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Mesola, addio a don Luigi Coradin: una vita accanto ai più deboli

Parroco dal 1980 al 2019, fondò la comunità terapeutica di Santa Giustina. Il vescovo: «I parrocchiani lo hanno amato». Il sindaco: «Perno della comunità»

MESOLA. Se n’è andato con la discrezione che ha caratterizzato tutta la sua vita. La comunità religiosa del Basso Ferrarese, in particolare quella di Mesola, e più in generale l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, sono in lutto per la morte di don Luigi Coradin, spentosi mercoledì sera all’Ospedale del Delta di Lagosanto dove era ricoverato da tempo, nel reparto che ospita i lungodegenti, per i postumi di una grave malattia. Aveva 84 anni.

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano ulteriormente aggravate, tanto da rendere necessario il suo trasferimento dalla comunità terapeutica di Santa Giustina, che don Coradin fondò nel 1999 e che ha diretto fino a pochi mesi fa, all’ospedale di Lagosanto. La sua è stata e sarà una di quelle figure che rimarranno indelebili nel cuore di questa comunità. Persona molto energica, la stessa energia con la quale amava sostenere le proprie ragioni, sempre vicino alla parte più fragile della popolazione, alle donne, ai giovani in difficoltà, agli anziani, don Coradin lascia un vuoto difficilmente colmabile nella comunità religiosa di questo vasto territorio. E proprio alla storia della “sua” comunità terapeutica è legata gran parte della vita di don Luigi, che volle creare una struttura, ancora oggi tra le più importanti della provincia, capace di prendersi cura e “accompagnare” giovani caduti nelle dipendenze, in particolare quelle dovute all’abuso di droghe e alcol.


Nato nel Padovano nel 1937, era stato vicario parrocchiale di Massa Fiscaglia, parroco di Ariano Ferrarese e, dal 1980 al 2019, aveva retto da arciprete la parrocchia di Mesola, dopo missioni che lo avevano condotto anche a Monticelli e a Massenzatica. Particolarmente attento al mondo giovanile e alle sue tante fragilità, don Coradin ha saputo incarnare la figura della vera guida spirituale per i suoi parrocchiani nei confronti dei quali non ha mai lesinato le proprie energie e il proprio impegno, anche personale. «I suoi parrocchiani lo hanno amato e stimato», ha scritto ieri il vescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego nell’annunciare la morte di don Coradin.

E parole affettuose di vicinanza alla comunità di fedeli di questo territorio sono arrivate anche da Gianni Michele Padovani, sindaco di Mesola: «Ho avuto il privilegio di conoscere bene don Luigi – ha detto il primo cittadino – e ne ho sempre apprezzato l’impegno a favore della comunità. Aveva un carattere forte, difendeva con energia le proprie idee, la stessa energia – ha concluso il sindaco Padovani – che ha saputo infondere al proprio impegno pastorale». E (e non poteva essere altrimenti) un messaggio di dolore è, infine, arrivato proprio dalla comunità terapeutica “Il timoniere” di Santa Giustina, da dove il direttore Mauro Orioli ha ricordato don Luigi Coradin con commozione e rimpianto. I funerali di don Luigi Coradin si svolgeranno lunedì alle 10,30 nella chiesa di Mesola.

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