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Droga, cosa rischia un “cliente” a Ferrara. Sanzioni e obbligo di riabilitarsi

Il Comune annuncia la caccia agli assuntori, le misure già previste dalla legge. Con la segnalazione alla prefettura via patente, porto d’armi e passaporto 

Giro di vite anche sugli assuntori di stupefacenti. È la linea politica dettata dall’amministrazione comunale per contrastare lo spaccio di droga. Il “mandato” che il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Nicola Lodi ha dato alla polizia locale è quello di monitorare, con servizi in borghese, le aree della compravendita di dosi ed entrare in azione al momento dello smercio, e nel caso inseguire e bloccare anche il cliente (con conseguente segnalazione alla Prefettura), come avvenuto un paio di giorni fa nei confronti di un assuntore che si era allontanato gettando dal finestrino dell’auto la dose appena acquistata.

Misure che del resto vengono applicate già da tempo da tutte le altre forze dell’ordine, in osservanza delle norme previste dal Testo unico sulle tossicodipendenze. Perché se spacciare è un reato penale, mentre il solo l’acquisto di droga è un illecito amministrativo, è bene ricordare che la segnalazione alla Prefettura come assuntori di stupefacenti comporta una serie di conseguenze, anche di lungo periodo, che è bene non sottovalutare.


Dunque chi compra o detiene sostanze stupefacenti per uso personale viene sottoposto a una serie di sanzioni amministrative della durata compresa da un minimo di un mese a un massimo di un anno. A cominciare dalla sospensione della patente di guida e dal divieto di sostenere gli esami per ottenerla. Via anche la licenza di porto d’armi, che nello stesso periodo non potrà neanche essere conseguita. Stesse misure per quel che riguarda il passaporto e, nel caso di cittadini extracomunitari, del permesso di soggiorno per motivi di turismo.

Aspettare il pusher seduti in auto o in sella al ciclomotore, inoltre, può non essere una buona idea. In quel caso le forze di polizia devono impedire immediatamente che l’assuntore si metta alla guida del mezzo, e quindi scattano sia il ritiro (non la sola sospensione) della patente, sia il fermo amministrativo del mezzo.

Ma è solo l’inizio, perché l’assuntore segnalato alla Prefettura dovrà poi seguire un programma terapeutico e socioriabilitativo attraverso un centro pubblico per la cura delle tossicodipendenze o un centro privato autorizzato. I successivi controlli tossicologici vengono effettuati negli istituti di medicina legale, i laboratori universitari di tossicologia forense, le strutture delle forze di polizia o strutture pubbliche di base. E le sanzioni non saranno revocate prima che il programma di riabilitazione non sia completato con esito positivo.

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