Ferrara, inceneritore Hera “potenziato”: Legambiente lancia l’allarme fanghi

Autorizzato lo smaltimento, «contengono sostanze nocive». La Regione convoca un incontro dopo la maxi–petizione

FERRARA. Non solo l’aumento di rifiuti da incenerire, che vanno a saturare l’impianto di via Diana, ma anche la loro tipologia: è doppia la preoccupazione degli ambientalisti ferraresi per la nuova autorizzazione che il termovalorizzatore Herambiente ha ottenuto nel maggio scorso. In particolare, in attesa di una risposta da parte delle istituzioni alla petizione di oltre mille firme messa in piedi in poche settimane, il circolo cittadino di Legambiente lancia l’allarme sui fanghi di depurazione che sono stati inseriti nell’elenco dei rifiuti trattabili: «Ci preoccupano, contengono molte sostanze nocive e riteniamo necessario un monitoraggio pubblico con l’obiettivo i ridurre i rischi per la salute» sottolinea il vicepresidente Luca Perri Santoro.

IL NUOVO FRONTE


La questione fanghi è trattata in poche righe della nuova Aia emessa il 5 maggio scorso, e che dovrebbe essere già operativa in quanto per sbloccarla era sufficiente il versamento della fideiussione. «Rispetto alla richiesta di modifica dell’elenco dei rifiuti ammessi al trattamento R1 - si legge nell’allegato tecnico - valutate le considerazioni del gestore, in particolar modo rispetto all’introduzione dei rifiuti costituiti da fanghi di depurazione, si ritiene di accettare quanto proposto, visto l’esiguo quantitativo. Tuttavia si ritiene anche necessario definire le caratteristiche e limitare il flusso dei fanghi, sia per il basso potere calorifico che li caratterizza, sia perché la combustione in un forno come questo non sia il trattamento più appropriato e costringe ad accortezze gestionali particolari». Si tratta, come specificato nello stesso documento, di non più di 4mila tonnellate l’anno da trasferire con tre carichi alla settimana, e il materiale dovrà avere un tenore di sostanza secca superiore al 20%. Nell’Aia si parla tra l’altro di «fanghi da trattamenti chimico-fisici» e «prodotti del trattamento delle acque reflue urbane», bisogna vedere se in queste categorie possono rientrare anche fanghi provenienti dai fondali di Boicelli e Burana-Volano, che sono interessati dai futuri lavori dell’Idrovia.

GLI ALTRI PUNTI

Nella raccolta firme sono indicate altre due criticità: l’aumento da 130 a 142mila tonnellate della capacità annua e il «dimezzamento dei controlli» su alcuni inquinanti come diossine e furani. «Abbiamo scelto lo strumento della raccolta firme perché coinvolge la cittadinanza, che ha risposto molto bene sia online che in presenza - ha spiegato Arianna Forlani, presidente del circolo Il Raggio verde - ma a due mesi dal deposito non c’è stato nessun contatto con il Comune». Due giorni fa è invece arrivata la disponibilità da parte della Regione ad un incontro, sarà affrontato il tema degli inceneritori e della raccolta differenziata, «la nuova Aia è un grave errore politico nel lungo periodo - sottolinea Perri Santoro - perché rischia di concentrare il trattamento dei rifiuti urbani in pochi impianti, proprio in territori come Ferrara che si sono mostrati tra i più virtuosi nella differenziata».

IL DISAGIO

Alla conferenza stampa di ieri sullo scalone municipale ha partecipato anche un residente a Cassana, Franco Zanella, «ho partecipato alla manifestazione sull’inceneritore, è stata un’iniziativa positiva per noi che abitiamo molto vicini all’impianto e siamo preoccupati per le emissioni». Non è l’unica lamentela dei residenti: nella zona, riferisce Zanella, ci sono spesso «cattivi odori», e per i paesi continuano a transitare i mezzi pesanti nonostante le bretelle costruite proprio per alleggerire il traffico, «c’è il divieto di transito per i camion sopra le 15 tonnellate ma mancano i controlli da parte della polizia» conclude Zanella.

Stefano Ciervo

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