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Il Covid e la crisi. A Ferrara guide turistiche alla fame: «Intervenire»

Turisti solo a piccoli gruppi

Il lockdown, poi il bando ai gruppi numerosi. Comini: rivedere i contingentamenti nei musei. Ronchi: più programmazione

FERRARA. Hanno scontato il divieto di lavorare per due anni consecutivi in primavera («la stagione più propizia per noi») e, con i contingentamenti «impensabili e non rivisti alla luce del Green pass», hanno continuato ad assistere alle rinunce dei visitatori dei Musei non propensi a sobbarcarsi gli ulteriori costi che da quelle misure restrittive sono derivati.

Gli aiuti nazionali o regionali «non risolvono la situazione perché abbiamo bisogno di lavorare» e, fra le guide turistiche di Ferrara, diverse sono già state costrette a chiudere la partita Iva e a cambiare mestiere: c’è chi si è buttato sull’insegnamento, chi si occupa di mercati o di portare cibo a domicilio. Dimenticato il turismo scolastico e i gruppi di visitatori di oltre venti persone, oggi «la piaga più grande – dice la fondatrice di Guide turistiche e titolare di NaturalMente arte, Virna Comini – è la limitazione dei numeri all’interno dei musei: gruppi da otto, quando va bene, in alcune sale di palazzo Schifanoia sono previste quattro persone. Per fortuna che Ferrara consente di stare all’aperto: quel poco che facciamo lo organizziamo sugli esterni». È quel poco sarebbero «un paio di piccolissimi gruppi alla settimana, una situazione da miseria – constata Comini – È vero che in agosto Ferrara non ha mai lavorato molto con i turisti italiani ma si lavorava con gli stranieri, che non ci sono più. In settembre avremo un po’ di tedeschi ma è poca roba, è un problema enorme, c’è il rischio che crolli davvero il turismo». Sui contingentamenti «gli assessori al Turismo e alla Cultura sarebbero disposti a venirci incontro ma l’ingegnere del Comune ha misurato le varie sale e stabilito quelle quantità: altrove sono diverse, dipende dal tipo di lettura che si fa della legge. E fa sorridere – conclude Comini – che quando si fanno i concerti in piazza si prenda l’ingegnere esterno: farei lo stesso per i musei, qualche persona in più potrebbe entrare».

Chiede una revisione del contingentamento anche Maria Chiara Ronchi (Itinerando): «Alla luce del Green pass ci si aspettava l’introduzione di nuove regole». Utile sarebbe anche «una tempestiva programmazione delle mostre, annuale o pluriennale come si è visto in passato. Siamo molto preoccupati – dice Ronchi – della chiusura inevitabile, evidentemente, di Palazzo dei Diamanti: ci aspettiamo che questi lavori vengano fatti nel più breve tempo possibile». In tutto questo permangono problemi ancora più annosi per il settore: «Non ci sono gli esami per l’abilitazione delle guide e non ci sono quindi forze nuove. È molto preoccupante perché significa che la professione di guide è destinata a estinguersi – è l’allarme di Comini – e c’è anche la piaga dell’abusivismo. Servirebbero accordi con la Polizia come a Bologna dove le multe fioccano».

Giovanna Corrieri

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