Scuola. Proteste a Codigoro e Porto Garibaldi: «Diciamo no alle classi pollaio»

Forti malumori e proteste alle medie e al “Guido monaco” da parte dei genitori: «Così i nostri ragazzi rischiano».  Viene richiesto un numero maggiore di sezioni rispetto a quello programmato  

PORTO GARIBALDI. Manca poco alla prima campanella del nuovo anno scolastico, tuttavia non si attenua la polemica sulle “classi pollaio”. Anche nel Basso Ferrarese, dove spiccano due casi: all’Istituto comprensivo Porto Garibaldi e all’Iis “Guido monaco di Pomposa” di Codigoro.

Genitori in allarme per l’eccessivo numero di alunni nelle singole classi, nonostante dal ministero dell’Istruzione sia partita la direttiva a tenere in conto la questione sicurezza ai tempi del Covid, evitando affollamenti rischiosi.


Porto Garibaldi

«Nell’attuale situazione, i membri del Consiglio di istituto non si prendono la responsabilità di rimodulare le classi seconde della scuola media». Succede a Porto Garibaldi dove, sottolinea Marziano Mari, presidente del Consiglio d’istituto del Comprensivo, l’organo ha preso la decisione di dire no «per non mettere a rischio il benessere e la salute degli studenti», è la spiegazione fornita.

Un passo indietro. L’Ufficio Scolastico Provinciale non aveva concesso l’organico per formare una quinta seconda classe alle medie e la preside, Maria Gaiani, ha invitato il CdI a riorganizzare le cinque sezioni in quattro. «La richiesta – dicono i membri dell’organo collegiale formato dalle varie componenti interne alla scuola – è sembrata fin da subito impossibile: i plessi dell’istituto possiedono solo aule abilitate a contenere non più di 25 persone. Considerando che suddividendo i 105 alunni iscritti alle classi seconde in quattro classi e aggiungendo a questi il docente curricolare e quello di sostegno per gli alunni certificati, il numero esubera da quello consentito».

Ogni classe verrebbe formata da 26/27 alunni (più gli insegnanti), senza l’insegnamento della lingua spagnola per la II E e, soprattutto, non verrebbero rispettate le norme anti Covid contro il sovraffollamento. Da qui l’allarme perle «possibili gravi conseguenze per il benessere dei ragazzi e per la loro incolumità», sostiene il CdI.

Codigoro

Forte il malumore di un gruppo di genitori degli iscritti alla classe prima del Liceo linguistico del “Guido Monaco” di Codigoro. Hanno firmato una lettera aperta inviata anche al ministro Patrizio Bianchi, al massimo dirigente scolastico regionale, Bruno Di Palma, e a quello provinciale, Veronica Tomaselli.

Erano state promesse due prime, sostengono i genitori, sulla base di 33 iscrizioni. «Abbiamo invece scoperto durante l’estate che vi sarà una sola classe», si scrive nell’appello che ricorda come in prima battuta altri due allievi avevano chiesto di frequentare, nonostante in precedenza fossero iscritti in un istituto più lontano, e inoltre in presenza di ben 7 allievi con giudizio sospeso, dalla classe prima dell’anno precedente, che potevano rimpinguare le fila. «Di fronte a questa evidenza le istituzioni c suggeriscono di mandare via tutti gli alunni che eccedono i 30, lo chiamano “ri-orientamento”. Ma se i nostri ragazzi avessero desiderio di studiare altre discipline, diverse dalle lingue straniere, li avremmo già iscritti». Per i genitori, «l’efficacia didattica di una classe di 30 elementi è notevolmente più bassa di un gruppo di 15-20 allievi, numero ottimale».

Fabio Terminali

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