Tragedia afghana, l'appello di Vescovo e Caritas alle parrocchie: accogliete i profughi

Cittadini afghani sbarcati a Fiumicino

I parroci del ferrarese invitati a comunicare la loro disponibilità a ospitare la popolazione in fuga

FERRARA. L'Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego e la Caritas diocesana lanciano un appello alle parrocchie per l'accoglienza dei profughi afghani, e invitano a comunicare la loro disponibilità all'indirizzo mail della stessa Caritas. Ecco il testo del messaggio:

"Tutto il mondo segue con apprensione la crisi umanitaria che sta avendo luogo in Afghanistan: dopo una guerra di venti anni dai costi umani incalcolabili e da miliardi di Euro di spesa, il ritiro delle forze armate statunitensi sta lasciando il paese in un tragico baratro. Le notizie che giungono sono davvero allarmanti e come sempre sono i più deboli a pagare il prezzo più alto (anziani, donne, bambini), già in decine di migliaia in fuga dalle zone di combattimento. Da più parti si sono rincorsi appelli per avviare evacuazioni umanitarie o per aprire nuovi corridoi umanitari.

L'Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego, insieme alla Caritas diocesana nella persona del direttore Paolo Falaguasta, in queste ore hanno lanciato un appello a tutti i parroci e alle loro comunità per rendere disponibili posti di accoglienza per le persone in fuga. Le vicende afghane certamente avranno effetto sui flussi migratori verso l'Europa nel medio periodo.

Chi giungerà in Italia attraverso la rotta balcanica o via mare, dovrà affrontare la stessa procedura degli altri migranti ovvero richiesta di protezione internazionale e conseguente inserimento nel sistema di accoglienza istituzionale.

Chi giungerà coi ponti aerei dell'aeronautica viene inserito nel sistema pubblico SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione, ex SPRAR) o nei CAS (Centro di Accoglienza Straordinario).

Le Caritas, inserite nel sistema SAI in convenzione con il Governo, e le Prefetture si stanno attivando per reperire più posti possibili per far fronte ad un eventuale aumento dei flussi.

Per questo motivo è stato chiesto a tutti i parroci di comunicare all’indirizzo email caritasfe@libero.it l’eventuale disponibilità di stanze, alloggi o appartamenti che volessero mettere a disposizione per l’accoglienza di famiglie afghane.

L’eventuale gestione del nucleo famigliare, che avrà una durata minima di sei mesi, sarà della Caritas diocesana con l’affiancamento dei volontari della parrocchia accogliente".