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Ferrara, il racconto dei profughi: «Così siamo scappati dall’inferno di Kabul»

L'incontro con il sindaco e il prefetto. Fabbri: "Grazie di quello fatto in questi anni accanto alle forze occidentali"

FERRARA. «Siamo riusciti a scappare dall’inferno di Kabul raggiungendo l’aeroporto con una stratagemma. Abbiamo detto che doveva partecipare a un matrimonio religioso e abbiamo avuto il lasciapassare per attraversare il blocco talebano e salire poi su un areo che ci ha portato in salvo in Italia e adesso siamo qui a Ferrara. Davvero grazie per l’ospitalità che ci state dando».

È il racconto dei primi profughi afghani arrivati a Ferrara, in fuga da guerra e distruzioni che stanno insanguinando il loro paese. Si tratta di una famiglia afghana che ha trovato ospitalità a Ferrara e nell’Argentano e ha ringraziato sindaco e prefetto per l’accoglienza che hanno ricevuto.


«Siamo contenti che voi siate qui - ha detto il sindaco ferrarese Alan Fabbi - abbiamo manifestato la nostra disponibilità a fornirvi tutto il necessario e ogni genere di aiuto per la vostra permanenza a Ferrara. Grazie di quello che le vostre famiglie hanno fatto in questi anni a fianco delle forze occidentali, sognando un futuro diverso e migliore».

Il sindaco, insieme al prefetto di Ferrara, Michele Campanaro, ha incontrato ieri il primo nucleo di profughi dall’Afghanistan: due ragazze di 20 anni, una di 18 e un ragazzo di 28 anni, di famiglie che in questi anni hanno lavorato a fianco del contingente italiano e del governo locale. Le ragazze frequentavano l’università.

«Stiamo lavorando - ha detto il primo cittadino parlando loro - per impostare l’ospitalità nella nostra città. Ferrara è una città accogliente e ci auguriamo che voi possiate trovare serenità e integrazione. Sono sicuro che questa potrà essere un’opportunità di conoscenza reciproca».

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