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Arrestato per droga, soldi e una pistola. Centese si toglie la vita il giorno dopo in carcere

Centese di 29 anni trovato morto ieri pomeriggio in cella a Ferrara: in casa aveva 2 chili di “fumo” e 16mila euro in contanti

CENTO. Arrestato all’alba di martedì, si è ucciso ieri pomeriggio all’interno della cella del carcere dell’Arginone: il ragazzo, 29 anni, L. L. di Cento, era stato arrestato dai carabinieri di Cento che gli avevano trovato in casa e nell’auto droga, soldi e anche una pistola semiautomatica, risultata poi rubata. Una tragedia che la direzione del carcere ha subito segnalato alla pm di turno Ombretta Volta, sulla quale ora si dovrà far luce come avviene sempre in queste circostanze.

ARRESTO OBBLIGATO


L’arresto, dicevamo, risale alle prime ore di martedì scorso, 31 agosto, quando i carabinieri di Cento, dopo una lunga indagine antidroga avevano elementi e riscontri contro il ragazzo, e per questo si sono recati a casa sua per una perquisizione. Non l’hanno trovato in un primo momento, presente la madre e quindi al suo arrivo alle prime ore del mattino la perquisizione ha portato a scoprire nella sua casa tutto il materiale per cui è stato necessario e d’obbligo l’arresto.

I carabinieri gli hanno trovato due buste con dentro due chilogrammi di marijuana e poi altra droga, 161 grammi di hashish. E non potevano mancare 2 bilancini di precisione che servono per controllare il peso delle dosi da vendere, altro segnale che i riscontri degli inquirenti erano precisi sul ruolo nel mondo dello spaccio del ragazzo. Poi la perquisizione ha riservato altre sorprese in casa e nell’auto, perché è stata trovata (e poi sequestrata) una pistola semiautomatica Tanfoglio calibro 9, corredata di 60 munizioni, che dalle prime ricerche è risultata essere stata rubata in una abitazione della zona e anche questo particolare rende ancora più intricata la posizione del ragazzo. Alla luce del fatto che sono state trovate anche banconote per più di 16 mila euro, che secondo le ipotesi sarebbe il tesoro dei traffici di droga. Fin qui i dati obiettivi e oggettivi, che hanno portato all’arresto del ragazzo, e che dopo tutte le attività burocratiche è stato trasferito in carcere all’istituto dell’Arginone nel primo pomeriggio di martedì. Ed è qui che emergono i dubbi sulla scelta della detenzione. Perché lui, così si è scoperto, aveva scritto alla sua ragazza una lettera (non spedita) sulla sua intenzione di togliersi la vita.

NESSUN SEGNALE

La sua detenzione - questo dovrà accertare l’indagine - avrebbe dovuto essere quanto meno più controllata, nella sezione “Nuovi giunti”, anche se non vi erano avvisaglie né segnalate né rilevate dagli addetti ai lavori del carcere. La realtà, tragica e dura, è che dopo essere entrato nel reparto “Nuovi giunti”, ieri pomeriggio attorno alle 15 è stato trovato in fin di vita dopo essersi impiccato col lenzuolo della cella. L’indagine è appena partita, la segnalazione inviata alla procura che dovrà valutare se vi possano essere o meno coni d’ombra nella vicenda tra arresto e morte dopo 24 ore.

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