Ferrara, all'università scattano i controlli a campione

Ieri in tarda mattinata l’ufficialità dopo un avvio “fai da te”, obbligo della certificazione per studenti, docenti e amministrativi

FERRARA. Anche a Unife da ieri sono entrate in vigore le nuove disposizioni per prevenire il contagio da Sars-CoV-2 in base alle quali tutte le studentesse e gli studenti, compresi quelli dei corsi postlaurea, devono possedere e sono tenuti a esibire, quando accedono ai locali dell’Ateneo, la certificazione verde Covid-19, il cosiddetto “Green Pass” (D. L. 6 agosto 2021, n. 111; Circolare MUR 31 agosto 2021). La verifica del certificato, ha specificato Unife, verrà effettuata a campione mediante la lettura del codice a barre bidimensionale utilizzando l’app ministeriale VerificaC19. E per quanto riguarda le verifiche, queste potranno essere effettuate dal personale di vigilanza, dai docenti e dal personale tecnico-amministrativo di Ateneo.

La nota ufficiale di Unife, su Green pass e modalità di controllo dei lasciapassare, è arrivata nel corso della giornata di ieri, lasciando nell’incertezza sul da farsi quanti ieri mattina erano già in servizio in alcune strutture dell’università. In attesa delle disposizioni del Rettore, che qualcuno attendeva già il 30 agosto, c’è stato chi ha chiesto di propria iniziativa l’esibizione del green pass ad alcuni studenti che si sono recati nelle aule studio o nelle biblioteche di alcuni dipartimenti, «ma in effetti – ammetteva – siamo allo sbaraglio e non ci sono ancora arrivate disposizioni ufficiali». E confermavano dalle portinerie: «ad alcune colleghe però hanno detto di fare il tampone».

Unife specifica che l’obbligo del possesso della certificazione verde Covid-19 non si applica alle persone esentate dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute. E resta fermo e immutato il rispetto di tutte le misure di sicurezza ormai note, a partire dall’utilizzo delle mascherine, fatta eccezione per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi.

Necessario poi il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; il rispetto di quanto indicato dalla segnaletica in tutti gli spazi dell’università, e il divieto di accesso o permanenza nei locali ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°; e il mantenimento del tracciamento della propria presenza presso le sedi di lavoro, comprese aule e laboratori didattici, mediante la firma sui registri cartacei o attraverso sistemi digitali. Per quanto riguarda inoltre gli studenti, i dottorandi e gli specializzandi impegnati presso strutture sanitarie, questi dovranno attenersi alle specifiche disposizioni delle aziende sanitarie di riferimento.

Giovanna Corrieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA