Dopo il suicida in carcere un altro detenuto tenta di togliersi la vita in cella

La procura apre inchiesta sulla morte del ragazzo centese arrestato E l’altra notte straniero salvato dagli agenti di Polizia penitenziaria  

il caso

Mercoledì pomeriggio la morte del giovane centese di 29 anni che si è tolto la vita a 24 ore dall’arresto per droga, soldi e armi. Nella serata di mercoledì, poche ore dopo, un altro tentativo di suicidio, rimasto tale grazie al pronto intervento di un agente della Polizia penitenziaria.


Succede all’interno del carcere cittadino dell’Arginone /Satta, e riaccende domande, dubbi e polemiche tra sindacati e polizia penitenziaria sui problemi ormai cronici del carcere cittadino, pressoché presenti in tutte le carceri italiane: sovraffollamento, difficoltà di gestione dei nuovi detenuti e degli stranieri, spesso al centro di azioni di provocazione e tentativi di suicidio “dimostrativi” per ottenere trasferimenti o benefici. Per quanto riguarda gli ultimi due fatti, soprattutto per il suicidio del giovane centese che si è tolto la vita in cella dopo 24 dall’arresto, la procura ha aperto un’inchiesta e come spiegava ieri dalla sede degli uffici giudiziari «l’indagine vuole accertare nel dettaglio le fasi dell’arresto e della detenzione senza tralasciare nulla».

Perché i dubbi restano, purtroppo, sulla tragedia, e riguardano proprio la decisione di trasferire in carcere il ragazzo che – da quanto si appreso e come aveva riferito la stessa madre durante la perquisizione in casa che poi ha portato in carcere il figlio – aveva già manifestato intenti suicidi per motivi sentimentali. Come del resto si è poi scoperto da una lettera scritta dal giovane dalla cella, poi ritrovata dopo la scoperta della tragedia. Occorre ribadire che tuttavia nelle fasi dell’arresto e della detenzione (in attesa della verifica davanti al giudice, – udienza convalida arresto e processo per direttissima che si sarebbe dovuta svolgere, ma non è stato possibile visto il suicidio), non c’era nessun segnale che potesse far pensare alla tragedia poi accaduta: su tutto questo dovrà fare chiarezza l’inchiesta seguita dalla pm Ombretta Volta. Per quanto riguarda l’altro detenuto, un 30enne straniero, definitivo, poco prima della mezzanotte di mercoledì è scattato l’allarme dalla sua cella, per aver tentato di togliersi la vita soffocandosi. Per fortuna, dicevamo, il controllo degli agenti di Polizia penitenziaria di turno hanno scongiurato la possibile doppia tragedia in un giorno: quindi il detenuto è stato soccorso e trasferito al Sant’Anna dai sanitari del 118 intervenuti in carcere. Ora sulle tensioni e il malessere che regna in carcere si interrogano i sindacati di polizia e chiedono risposte alla direzione.

D.P.

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