L'inchiesta sulle Rsa Paradiso e Caterina: "cerchiamo la verità su morti e contagi"

 Il procuratore cpao Andrea Garau: l’indagine va avanti, nessuna bocciatura, nè blocco degli accertamenti

FERRARA. Nessuna “bocciatura”, nessun “difetto dell’attività d’indagine”e nessun “blocco” dell’inchiesta su morti e contagiati nelle Residenze per anziani Paradiso e Caterina, che vede sei indagati per i reati di epidemia colposa, lesioni, omicidio colposo, maltrattamenti: inchiesta che va avanti oggi più che mai. Prende carta e penna il procuratore capo Andrea Garau per redigere una nota stampa in difesa del suo ufficio. Interviene in merito ad articoli che riportavano le dichiarazioni dei difensori degli indagati di Caterina e Paradiso sulla decisione del gip Giacomelli di rigettare la richiesta di incidente probatorio (una superperizia) presentato dalle difese stesse. Decisione del gip che le difese avevano interpretato come “bocciatura” e “difetto delle indagini”.

Non concordo


«Non posso concordare con tale impostazione – spiega Garau – non foss’altro che il giudice ha rigettato l’istanza di incidente probatorio avanzata dalla difesa e non dalla procura ed ha tutt’al più bocciato una richiesta difensiva». Garau rammenta che nel corso dell’indagine per ricostruire i fatti che hanno portato ai contagi nelle residenze Caterina e Paradiso tra dicembre e gennaio scorsi «la procura aveva ritenuto necessaria la nomina di due consulenti tecnici» (un infettivologo e un tecnico della sicurezza sul lavoro). E «pur potendo procedere alle attività senza avvisare le parti, la procura aveva ritenuto opportuno svolgere questi accertamenti, vista la complessità, in contraddittorio, dando maggiori e ulteriori garanzie alle difese». E ha eseguito l’atto di garanzia, avvisando le parti: da qui le difese sono andate oltre chiedendo al gip l’incidente probatorio, una perizia del giudice sopra le parti, ma il giudice non ha accolto questa richiesta.

Nessun blocco

Dunque il rigetto dell’atto presentato dalle difese e non dalla procura, ribadisce Garau, «non equivale tecnicamente ad un blocco degli accertamenti come riportato da più parti», anzi ora la procura potrà svolgerli senza le difese «con un loro evidente danno nell’ambito delle indagini preliminari». E ancora contro le interpretazioni: «Nel rigetto il gip non si esprime in alcun modo sulla completezza o sul merito dell’indagine, peraltro secretata». Poi, ancora il procuratore sui rilievi di genericità mossi dal gip, spiega che le norme sull’incidente probatorio non prevedono come presupposto la completezza delle indagini o che le accuse siano fondate. «Non comprendo – conclude – come il rigetto della richiesta presentata dalle difese possa essere interpretata come bocciatura dell’operato della procura che continuerà a svolgere l’attività per l’obiettiva ricostruzione dei fatti e accertamento della verità».

D. P.

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