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«Il  preside Gargioni non chiede il Green Pass a scuola»

Il dirigente della Perlasca è stato segnalato dalla Cgil Scuola agli uffici del ministero. E adesso rischia la sospensione

Ferrara. C’è chi l’ha definito un «comportamento singolare». Ma dietro quella parola si nasconde ben altro che una perifrasi per definire di sghimbescio, senza entrare in particolari, la ruvida scelta del dirigente scolastico dell’Istituto Perlasca, Stefano Gargioni, di non applicare la normativa sul Green Pass, obbligatorio per l’accesso del personale scolastico. Il dirigente dovrebbe farle applicare quelle disposizioni e invece sul sito dell’istituto, l’1 settembre scorso, è comparsa in evidenza solo una “news” con il link per l’autocertificazione Covid. Un documento che è stato usato più volte nei mesi scorsi per gli spostamenti personali, imposto nei periodi più duri e drammatici della pandemia. Ma che oggi non ha lo stesso valore del Green Pass per docenti e non.


Gargioni, politicamente legato alla destra (è stato anche consigliere provinciale) con posizioni fortemente critiche nei confronti della Lega e del centrosinistra (fino al politicamente scorretto), negli ultimi tempi è diventato molto attivo sui social, come Facebook, a sostegno delle campagne no vax e no green pass, posizioni che esprime senza imbarazzi e alimentando quotidianamente la sua pagina Fb con raffiche di post. Dall’1 settembre, il decreto del 6 agosto lo ha obbligato a una scelta, come tutti i colleghi che prestano servizio in ambito scolastico: possedere o no la Certificazione verde.

Sotto la lente

Gargioni ha pubblicato in testa alla home dell’istituto il modulo prestampato con il quale – una volta compilato – si dichiara semplicemente di non essere sottoposti a quarantena, di non avere febbre e altri sintomi del Covid e di rispettare le norme sul distanziamento sociale. Nel suo istituto finora – secondo la segnalazione inoltrata alle autorità scolastiche dalla Cgil di Ferrara – non ha applicato le misure che impongono l’esibizione del lasciapassare ottenibile col vaccino, con il tampone o con la guarigione dall’infezione, innescando in questo modo la prima procedura amministrativa in provincia che potrebbe sfociare in un provvedimento di sospensione dalle funzioni, con una possibile ricaduta sul penale. È bene precisare che l’effetto del mancato avvio dei controlli è al momento ancora al vaglio dell’Ufficio scolastico provinciale e del suo livello superiore, l’Ufficio scolastico regionale, articolazioni del ministero dell’Istruzione oggi sotto la guida del copparese Patrizio Bianchi. La sindacalista Hania Cattani, segretaria della Cgil Scuola conferma l’intervento diretto sul caso: «Abbiamo avuto segnalazioni, a partire dall’1 settembre, da parte del personale scolastico della “Perlasca”, che non venivano effettuati controlli sul Green Pass. Abbiamo riferito la cosa alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Veronica Tomaselli, nell’ambito delle problematiche sollevate dall’introduzione dei controlli». La nuova trafila è partita inciampando in qualche disagio: Hania ricorda i Green Pass non accettati dal controllo digitale e le vaccinazioni effettuate meno di 15 giorni prima dell’ingresso a scuola, che non danno diritto al Green Pass. «Finora le situazioni sono state gestite senza sospensioni, ad esempio inviando il diretto interessato in farmacia per il tampone, come successo a Comacchio», ha precisato Cattani. Ieri, intanto, l’assenza di un Certificato verde ha fatto intervenire la polizia all’Istituto Navarra. Un operatore dell’area tecnico-amministrativa ha insistito per entrare senza Pass e dopo l’intervento degli agenti ha desistito.

Gi.Ca.

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