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Il caso Gargioni già al vaglio ministeriale

Il no ai controlli sul Green Pass. L’Ufficio scolastico regionale: ricevute diverse segnalazioni. Il preside: dittatura terapeutica

FERRARA. L’Ufficio scolastico regionale, che risponde al ministero, ieri ha confermato di «aver preso in carico il caso dopo le segnalazioni ricevute nei giorni scorsi». Per il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Perlasca, Stefano Gargioni, si avvicina il momento in cui dovrà decidere se allinearsi alla normativa in vigore sul Green Pass o ignorarla rischiando di esporsi alla possibilità di una sanzione che potrebbe comportare anche la sospensione.

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La normativa concede infatti alcuni giorni di tempo a chi non è in regola col possesso del documento e dopo questo periodo prevede l’applicazioni di misure severe, fino all’uscita dal servizio. Gargioni è stato segnalato dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) perché fin dall’1 settembre non avrebbe eseguito i controlli obbligatori sull’accesso del personale. «Siamo stati contattati da dipendenti allarmati per l’assenza delle verifiche al “Perlasca”. Ora attendiamo le decisioni dell’Ufficio scolastico ma poniamo anche una domanda: “Chi controlla il controllore?”», commenta Giovanna Grazzi (Snals). Quello di Gargioni è uno dei primi casi in Italia di mancata applicazione del decreto del 6 agosto nella scuola e il primo episodio o uno dei primi che riguarda l’omissione di controllo da parte di un preside (che può anche delegare questa funzione).

La procedura sanzionatoria richiede una serie di passaggi che possono allungare i tempi dell’intervento da parte degli enti competenti. Gargioni, intanto, ieri ha pubblicato alcuni commenti su Facebook. In uno sottolinea «la pubblicità gratuita» ricevuta dalla notizia assieme ai «tanti attestati di stima, di amicizia e di solidarietà». Evidenzia però «la violenza psicologica e verbale, unita all’intolleranza ideologica che chi ha liberamente scelto di non inocularsi sieri sperimentali dai dubbi effetti collaterali subisce quotidianamente in ogni ambiente di lavoro (scuola inclusa) dai nuovi esaltati sacerdoti della dittatura terapeutica e della nuova religione salvifica del “santo vaccino”. Inizio a temere per la mia salute e per quella dei miei figli». In realtà molti commenti comparsi su altre pagine Facebook sono ben poco benevoli e comprensivi nei confronti del comportamento del preside.


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