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Ferrara, violenze sessuali dentro e fuori la scuola. Abusi su due 12enni, supplente arrestato

Il giudice decide custodia in casa e sospensione: i fatti da febbraio, poi la denuncia a giugno e le indagini dei carabinieri 

FERRARA. Fino a pochi mesi fa faceva lezioni in classe in una scuola media come supplente di materie scientifiche: ora lui, 37enne, è stato arrestato dai carabinieri di Ferrara per violenza sessuale aggravata, anche con ricatti, su due ragazzini di 12 e 13 anni, suoi alunni. Per lui il giudice Vartan Giacomelli ha deciso oltre alla custodia in casa - arresti domiciliari - anche la sospensione dalle funzioni di insegnamento, anche in vista dell’imminente inizio delle scuole.

A GIUGNO LA DENUNCIA


Il provvedimento arriva ora nonostante la denuncia fosse stata presentata nel giugno scorso, prima da una famiglia di un ragazzino, poi anche dalla seconda. Quindi le indagini coordinate dal pm Fabrizio Valloni hanno portato i carabinieri a raccogliere riscontri e soprattutto le testimonianze sui fatti che sono accaduti dal secondo quadrimestre, febbraio-marzo, quando il prof-supplente ha avuto i primi contatti in classe coi ragazzini. Che sono stati ascoltati, in audizione protetta con psicologa (non in contraddittorio, però, lamenta la difesa del supplente, vedi a fianco) e i loro racconti-denuncia sono stati indicati dagli inquirenti e dallo stesso giudice che ha deciso l’arresto come circostanziati e privi di suggestioni ed “effetti di ingigantimento”. Al centro dell’indagine sono finiti soprattutto i cellulari dei ragazzini e del prof (per messaggi e chiamate tra di loro), così pure quattro computer per cui sono in corso analisi e perizie per verificare se vi siano altri casi e contatti: gli inquirenti stessi, pur invitando alla massima cautela, spiegano che le indagini continuano per acquisire altri riscontri alle gravissime accuse di violenza sessuale ma potrebbero anche allargarsi ad altri casi oltre quelli dei due ragazzini.

Gli episodi al centro della vicenda dei due ragazzi sono sei e sono stati sintetizzati nell’ordinanza di custodia cautelare che il gip Giacomelli ha emesso ordinando l’arresto, valutando la gravità assoluta dei comportamenti, senza limitarsi alla sospensione dal servizio, andando oltre decidendo anche l’arresto. Gli episodi emersi negli atti giudiziari sono avvenuti all’esterno della scuola e anche all’interno. In un caso, ad esempio, che il giudice valuta come assoluta aggravante, vi sarebbe stato un palese ricatto: il prof - spiegano gli inquirenti - avrebbe vinto le resistenze di uno dei minori dicendogli che sarebbe stato escluso dai progetti in classe, se no avesse accolto le sue richieste di atti sessuali.

CHIARI ATTI SESSUALI

Atti di chiara matrice sessuale, in diversi incontri con i due ragazzi (anche con un terzo): in più occasioni, fuori scuola li avrebbe avvicinati, invitandoli ad esibire parti intime, arrivando a toccamenti. Oltre ai fatti elencati, anche la violenza sessuale verbale con lezioni in classe con linguaggio volgare e scurrile su organi genitali, ossessionato dal sesso, facendo domande senza controllo sulle loro attività sessuali.

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