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Berra ricorda Luca: «Non si può morire in questo modo»

Il 36enne è deceduto sabato in moto ad Ariano Ferrarese. Il dolore degli amici: «Ciao Fish, eri buono e divertente»

BERRA. Il giorno dopo la tragica morte di Luca Passarella il paese è attonito, frastornato e non si da pace. «Non si può morire così. Una banale sbandata e caduta per perdere la vita: Luca ha pagato un prezzo troppo alto».

Doveva essere una giornata come tante altre, in sella alla sua moto, alla sua passione, ed invece il ritorno verso casa è stato fatale. Pesce (Fish), così lo chiamavano gli amici, ha perso la vita in un tragico incidente sabato pomeriggio, sulla strada provinciale 12, mentre ritornava verso casa. Era da poco uscito dal paese di Ariano Ferrarese quando ha perso il controllo della sua moto, è andato contro un signore in bicicletta ed è finito contro un muretto di recinzione di una casa. A nulla è valso il tentativo di rianimare il giovane, prima da parte di due infermieri, lì per caso, e poi dai sanitari del 118.


IL DOLORE

La notizia ha fatto presto a girare e in pochi minuti tutta Berra è venuta a conoscenza della tragedia, stringendosi attorno alla famiglia. Luca era conosciuto da molti per il suo modo di fare, «sempre garbato e mai fuori posto». Sgomento e rabbia tra i colleghi di lavoro, l’Emiliana Avvolgimenti, nella zona artigianale del paese, dove Luca lavorava da anni.

Numerosissimi gli amici che lo hanno voluto ricordare, anche solo con un post. «Cosa c’è da dire – scrive Giulia, che posta la foto con un bacio affettuoso –. Brutto scherzo, Pesce. Brutto scherzo. Che la terra ti sia lieve amico. La persona più buona che io abbia mai conosciuto».

GLI AMICI

«Ciao Fish, ci hai fatto un bruttissimo scherzo, non ci voglio ancora credere – scrive Matteo junior –. Voglio ricordarti sempre sorridente e divertente come sei sempre stato pensando alle serate passate insieme, alle tue risate, agli sketch ed ai tuoi balli contagiosi in disco, e a tutti quei momenti che hai reso la vita divertente alle persone che ti circondavano. Sicuramente avresti ancora avuto tantissimo da dare a questo mondo che ti ha portato via troppo presto»

Una tragedia che ha gettato nello sconforto i genitori di Luca, mamma Ida e papà Silvio, ai quali tutta la comunità berrese si è stretta per esprimere il proprio cordoglio. «Sono spezzato dal dolore quasi come fosse successo ad uno dei miei – scrive Rudy –: Silvio e Ida, vi sono vicino con tutto il cuore. Condoglianze da parte mia e di tutta la mia famiglia. L’ho visto ieri... Ho preso l’aperitivo con lui e Michele.... Che dolore».

IL FERITO

Mentre Berra è in lutto, resta in osservazione nella Medicina d’urgenza di Cona Osvaldo Rizzioli, il ciclista 72enne di Ariano Ferrarese coinvolto nel tragico incidente. I vicini di casa di Rizzioli, ultimo direttore della filiale Carife del paese, prima della chiusura, fanno notare che «nove anni fa, proprio in questo tratto di strada si è verificato un altro incidente mortale. Un pedone era stato investito da un’automobile ed è deceduto sul colpo. Dopo qualche tempo – aggiungono i residenti – sono stati installati due dissuasori del traffico, ma tanti si trovano davanti ad un rettilineo e spingono sull’acceleratore, senza calcolare che ci sono avvallamenti e che ad un certo punto si trovano davanti una brutta curva».

La TESTIMONIANZA

Saranno gli accertamenti della Polizia locale del Delta a ricostruire la dinamica di quanto è accaduto sabato pomeriggio nel tratto della provinciale 12 tra gli incroci con via Luisari e via Buonamico. «Ho incontrato Osvaldo alle 16 in piazza – racconta un altro vicino di Rizzioli –; era arrivato in bici al market per fare la spesa. Io poi sono andato in edicola e al bar, e quando sono tornato verso casa l’ho visto steso a terra, con la borsa della spesa rovesciata. Ho pensato fosse caduto per conto suo. Era cosciente, parlava. Solo dopo mi sono reso conto che giù dallo stradello di via Buonamico c’era un ragazzo immobile sull’asfalto e una moto ribaltata. Mi si è raggelato il sangue».

D.M. e K.R.

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