Progetti per 100 milioni per la Bonifica ferrarese

Il piano degli interventi di riqualificazione. Il Consorzio ha già indicato le priorità

FERRARA. In un periodo di forti anomalie climatiche, che stanno creando grossi problemi sia in agricoltura che anche al giusto equilibrio idrogeologico, il ruolo del Consorzio di Bonifica diventa sempre più rilevante e strategico per il territorio. Per questo sono già stati candidati dal consorzio ferrarese progetti per 100 milioni di euro, sfruttando le risorse provenienti dal Pnrr ed altri fondi straordinari messi in campo dai vari ministeri. «Impegnati nel presente, pronti al futuro». Per il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara non è solo uno slogan, ma «rappresenta perfettamente l’approccio di un’amministrazione che ha investito molto nella pianificazione del lavoro, nell’organizzazione del personale e nella progettazione interna degli interventi necessari per il territorio». Lo affermano il presidente, Stefano Calderoni, e il direttore generale Mauro Monti, che si apprestano a candidare per l’ente numerosi interventi a beneficio dell’agricoltura e della sicurezza idraulica della Provincia.

INVESTIMENTI E PROGETTAZIONI

«Affrontiamo questo periodo ricco di opportunità di finanziamento con la consapevolezza di aver fatto del nostro meglio per essere pronti a cogliere e far fruttare al meglio le risorse pubbliche più rilevanti mai messe a disposizione dal Dopoguerra a oggi – sottolinea Calderoni, che aggiunge – Siamo fiduciosi che la scelta degli ultimi anni di investire sulla progettazione di interventi anche senza finanziamenti possa premiarci rispetto ad altri territori del Paese: avremmo da qui a fine anno progetti esecutivi pronti di interventi per un totale di 100 milioni di euro, una somma davvero rilevante. Sono interventi in gran parte immediatamente appaltabili, che attendono solo le risorse e che potrebbero portare grandi vantaggi non tanto al Consorzio quanto al comparto agricolo del territorio, sia nell’Alto che nel Basso ferrarese. Inoltre stiamo lavorando alacremente su interventi di sicurezza idraulica che renderanno il nostro territorio più reattivo e resiliente rispetto alle sfide imposte dal cambiamento climatico. Per questo ci aspettiamo un grande sostegno ai nostri progetti da parte delle altre istituzioni provinciali, della politica a tutti i livelli e delle forze produttive di questo territorio. È il momento di fare squadra».

GLI INTERVENTI RICHIESTI

Il direttore generale del Consorzio di Bonifica “La Pianura” di Ferrara, Mauro Monti, al vertice organizzativo del Consorzio dalla fine del 2018 entra nel dettaglio degli interventi migliorativi per la rete dei servizi. «Il primo intervento – spiega – in ordine temporale è quello del “Nodo di Baura”: l’abbiamo già candidato a un finanziamento di 590.000 euro nel Dpcm “Casa Italia”, e prevede il riordino e l’adeguamento impiantistico dell’impianto di Baura, uno dei più antichi del territorio, e il suo inserimento nel sistema di telecontrollo consortile. Così verrebbe risparmiata energia elettrica ma soprattutto il sistema di scolo diverrebbe più efficiente e sicuro, perché eviterebbe di far transitare grandi volumi di acqua in territori depressi e a rischio di esondazione. Siamo pronti per l’appalto, attendiamo fiduciosi l’esito delle selezioni».

LE PRIORITA'

Il Consorzio si appresta a candidare anche quattro progetti per un valore totale di 36 milioni di Euro nella prima fase di bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza curato dal Ministero delle Politiche Agricole.

“Gli investimenti riguardano opere per l’irrigazione” sottolinea Monti “sicurezza dell’approvvigionamento, gestione sostenibile ed efficiente dell’acqua. In questa fase vi sono a disposizione 520 milioni di Euro che arrivano dall’Europa e che andranno a finanziare progetti immediatamente accantierabili: come Consorzio siamo pronti già oggi con quattro progetti esecutivi. Gli interventi riguardano Valle Pega (24 milioni di euro), il Sistema irriguo Ponti, 2° lotto (7 milioni di euro), la Canaletta Mantello (2,7 milioni di euro) e il potenziamento degli impianti di derivazione di Guarda e Garbina (2, 3 milioni di euro)».

A fine settembre chiuderanno le candidature. «Siamo però pronti anche per realizzare interventi strategici che riguardano la difesa del suolo e la sicurezza idraulica della Provincia di Ferrara, come il ripristino completo del Canale San Nicolò– Medelana che vale 35 milioni di Euro e – per ciò che concerne l’Alto Ferrarese – il completamento del Sistema Ciarle con la realizzazione del nuovo “ramo Nord” che migliorerà la situazione dell’area a nord-ovest degli abitati di San Carlo, Mirabello e Vigarano Mainarda. Speriamo che il Ministero dei Trasporti, competente in materia, apra le candidature perché più tempo si impiega negli aspetti burocratici e amministrativi, meno tempo rimane per l’esecuzione degli interventi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA