La tartaruga Fazio ha ripreso il mare Libera dopo le cure

Momenti di emozione e gioia ieri al Bagno Baia Tahiti Intanto a Comacchio si punta a un centro di recupero

LIDO NAZIONI. Mattinata all’insegna dell’emozione e della gioia quella di ieri al Bagno Baia Tahiti, dove ha ritrovato la libertà la tartaruga Fazio, alla presenza dei volontari dell’associazione DelTa Rescue, della sezione di Lagosanto di Enpa, di Sauro Pari della Fondazione Cetacea e dell’assessore comacchiese Antonio Cardi.

Fazio era arrivata al centro di recupero tartarughe marine il 26 aprile, pescata a strascico dal motopeschereccio Levriero. Misurava 37 centimetri e pesava sei chili e mezzo. Aveva balani e serpulidi, ma al di là di questo non presentava grossi problemi. Non si sa se sia maschio o femmina, perché sotto una certa dimensione non si riesce a capire (se non tramite un’endoscopia: una procedura fastidiosa e invasiva che non si fa se non indispensabile).


Quando la tartaruga Fazio è stata trovata manifestava un principio di annegamento, vista la modalità di pesca, effettuata sott’acqua più del previsto, che impedisce agli animali di respirare con la regolarità di cui sono capaci.

È vero che le tartarughe lo fanno anche ogni due ore, tuttavia se questa esigenza arriva proprio in coincidenza con il momento della pesca, allora la situazione si fa preoccupante. Tanto che in questi casi gli animali devono essere messi sotto osservazione ed eventualmente viene loro somministrata una terapia, prima di poter essere rimesse in acqua.

Dopo mesi di riabilitazione, dunque, ed essere cresciuta di peso e dimensioni e ieri era pronta per essere liberata, per la gioia di tutti i presenti a questa occasione davvero felice. Giulia Bondesan ha curato Fazio qualche mese fa: «Me lo ricordavo più piccolino, in effetti – dice –. Oggi pesa 7,40 chilogrammi, per una lunghezza di 38 centimetri e mezzo».

L’assessore Cardi un progetto all’orizzonte, quello di realizzare un Centro di recupero tartarughe marine anche a Comacchio: il 20 settembre è in programma un incontro con il sottosegretario alla presidenza della Regione, Davide Baruffi, per valutare la fattibilità della proposta. Si vorrebbe realizzare il centro nell’area ex Sivalco nelle valli di Comacchio, dove oggi ci sono rifiuti e abbandono ma anche vasche che potrebbero essere utilizzate allo scopo.

Mariacarla Bulgarelli

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