Scuola e trasporti, il piano. Controlli alle fermate ingressi e uscite flessibili e diciannove bus in più

Da lunedì in presenza 15.653 studenti di 15 istituti superiori. Già assegnate le cattedre: si punta a partire con l’orario definitivo 

FERRARA. Lunedì la scuola riapre al 100% in presenza con 15.653 - tanti sono gli iscritti nei 15 istituti superiori del Ferrarese - potenziali utenti del trasporto scolastico. Parte da questo dato (in aumento del 4,19% rispetto all’anno scorso, con 630 unità in più) il piano per “movimentare” gli studenti in sicurezza, rispettando il limite nazionale dell’80% di capienza. «Un lavoro compiuto in stretta sinergia con l’Ufficio scolastico territoriale, l’Agenzia della Mobilità e le amministrazioni dei quattro Comuni coinvolti: Ferrara, Cento, Codigoro e Comacchio», ha sottolineato il Prefetto Michele Campanaro illustrando il piano insieme a Veronica Tomaselli (Ust), e Giuseppe Ruzziconi (Ami).

350mila km in più


Il sistema del trasporto scolastico sarà dunque rafforzato con 19 mezzi aggiuntivi, che vanno ad aggiungersi ai 160 ordinari. Un implemento che si traduce in 350mila chilometri in più, sostenuto da una spesa pari a un milione di euro coperta da fondi aggiuntivi regionali e statali. A questo si aggiunge, ha detto Ruzziconi, un campagna di comunicazione anche attraverso la distribuzione di volantini-vademecum per i ragazzi sulle norme anticontagio e sull’utilizzo dell’applicazione Roger.

Il nodo-orari

Già lunedì sarà il primo vero banco di prova, considerato che quest’anno l’input ai dirigenti scolastici è stato quello di accorciare il più possibile (non più di una settimana) il periodo dell’orario provvisorio, e dove possibile partire subito con quello definitivo. «Su 15 istituti superiori (14 statali più la paritaria Smiling Service), al momento quattro hanno già predisposto l’orario definitivo – ha spiegato Tomaselli, intervenuta ieri «in rappresentanza di tutti i dirigenti scolastici, con cui abbiamo lavorato con grande collaborazione».

Un accorciamento dei tempi di “rodaggio” - funzionale a rendere più fluido il meccanismo - reso possibile dall’anticipo con cui sono state chiuse le assegnazioni delle cattedre. Il 31 agosto erano già state definite le nomine per i docenti a tempo indeterminato e gli Ata: i primi (nelle scuole di ogni ordine e grado) sono 327 (contro i 70 dello scorso anno), i secondi 88 (rispetto ai 58 di un anno fa). Tra il 2 e l’8 settembre invece sono state pubblicate le assegnazioni del personale a tempo determinato (1.024 docenti e 106 Ata) «per poter essere a regime al massimo dopo una settimana dall’inizio della scuola».

Flessibilità e controlli

Le criticità da smussare saranno inevitabili, e saranno affrontate nel corso delle convocazioni del Tavolo in Prefettura con cadenza settimanale. Quel che è certo è che non ci saranno lezioni pomeridiane (un’opzione che comporta più problemi che vantaggi), né ingressi scaglionato, ma una flessibilità nei flussi in entrata e uscita di massimo 15-20 minuti. Altro capitolo, i controlli alle fermate (del possesso del biglietto e dell’uso delle mascherine), che in attesa dell’accordo nazionale tra sindacati e aziende trasporti, sarà svolto a terra da polizia locale, volontari e steward. «Recuperare la didattica in presenza è un valore prezioso, che non dovrà essere vanificato con comportamenti irresponsabili, serve la collaborazione di tutti», ha concluso il Prefetto.



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