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«Sebi aveva appena acquistato quell’auto Era un ragazzo d’oro»

Le lacrime dello zio carabiniere: «Un sorriso contagioso» La casa e la macchina per iniziare la sua “nuova” vita

cologna. La vita, alle volte, è ingiusta. Ed è facile, da fuori dare la colpa al destino: molto più difficile, per chi vive un dolore enorme, è capire perché. Sebastiano Zocco è morto a 31 anni proprio nel momento in cui era riuscito a realizzare parte dei suoi sogni. Dopo un percorso portato avanti con grande tenacia e una meritata tranquillità economica, era arrivato a comprare l’auto dei suoi sogni e anche una casa dove vivere a Cologna, il suo paese adottivo. Ed è proprio a bordo di quell’auto che la sua vita si è spezzata.

sogni e ambizioni


Zocco era venuto a Ferrara dalla Sicilia insieme al fratello Alessandro. Era originario di Avola, in provincia si Siracusa, dove abitano ancora i suoi genitori Salvatore e Paola e dove è tornato anche l’altro suo fratello, Lorenzo, che aveva lavorato qui in provincia per la stagione. “Sebi” lo aveva accompagnato in stazione, l’ultimo saluto, e poi aveva raggiunto alcuni amici come faceva sempre.

«Mio nipote era speciale - dice commosso Giovanni Zocco, comandante dei carabinieri della stazione di Villanova e zio del ragazzo -. E non lo dico per dire, lo era davvero. Quelle menti brillanti, uniche. Lui arrivava sempre prima di tutti alle cose. Intuiva, capiva, era geniale». Fa un grosso sospiro, prende fiato il vicebrigadiere. «Con il senno di poi siamo bravi tutti. Ma quando ha preso quella macchina ho avuto un brivido. Era bellissima, potente. È arrivato da me tutto felice, abbiamo anche fatto un giro insieme. Se la meritava, si meritava tutto quel ragazzo. Solo che io da padre e da zio ho avuto paura». Di quell’auto, una Bmw serie 1, Sebastiano Zocco ha perso il controllo mercoledì notte, attorno all’1.30, sulla via Guarda a Copparo. «Mi hanno avvertito, sono andato anche io assieme a suo fratello. Ne ho viste tante per lavoro, ma quella immagine mi resterà sempre impressa. Non è giusto morire così giovani, Sebastiano nostro ce l’aveva messa tutta per essere felice e anche grazie ad Alessandro c’era riuscito». Si ferma, riprende: «Mi hanno telefonato in tanti, tantissimi. Ovunque è andato ha portato un sorriso, ha regalato attimi di gioia ed è per questo che le lacrime per lui sono tante, tantissime».

Annarita Bova

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