Sfollati di lungo periodo Tre famiglie fuori casa a nove anni dal sisma: abitazioni ancora inagibili

Un nucleo rientrerà il 23 settembre, gli altri due aspettano ancora Il Comune: lockdown e 110 per cento hanno rallentato i lavori 

la storia

All’indomani del sisma del 2012, che colpì anche la provincia di Ferrara, la Regione Emilia Romagna cominciò subito a erogare, come misura di assistenza alla popolazione, contributi per sostenere l’affitto di soluzioni abitative alternative a quei nuclei familiari che, tra gli altri, si ritrovarono per esempio la propria casa inagibile. E con successive ordinanze, ai proprietari di quegli stessi alloggi, furono anche destinate risorse per riparare le abitazioni danneggiate.


Ancora oggi però, a distanza di anni e con un altro stato di emergenza dichiarato, la pandemia, il Comune di Ferrara continua, trimestralmente, a ricevere dalla Regione risorse per la copertura del contributo per il disagio abitativo di quanti si ritrovano ancora sfollati. A Ferrara si tratta attualmente di tre proprietari di alloggi inagibili.

Un termine ultimo per ricevere questi contributi inoltre c’è, ma «nella misura in cui c’è un termine per eseguire i lavori di ripristino dell’agibilità» spiega la dirigente del Settore Servizi alla Persona, Alessandra Genesini. E, in due di questi tre casi, le ordinanze che hanno approvato i progetti di ripristino degli edifici danneggiati (e fissato al 2023 il termine per la conclusione dei lavori e, di conseguenza, quello per il diritto al contributo per il disagio abitativo) sono arrivate solo agli inizi del 2020. «Si tratta di pratiche estremamente complesse – spiega Genesini – sia per motivi strettamente tecnici che per la tipologia dei fabbricati. E nello specifico queste tre pratiche sono state oggetto di sospensioni da parte dei competenti uffici per richiesta integrazioni».

Per uno di questi proprietari il ritorno alla propria abitazione è comunque vicino: la fine dei lavori di ripristino dell’agibilità è prevista infatti per il 23 settembre. È per gli altri due che i tempi si sono invece allungati, con le ordinanze dei contributi ai lavori arrivate nell’anno della pandemia. Così uno di questi due proprietari ha iniziato i lavori da poco e l’altro non li ha proprio iniziati: «durante l’emergenza sanitaria e i lockdown le imprese hanno avuto mesi di stop e adesso, in particolare per quanto riguarda il proprietario che deve ancora cominciare i lavori, c’è proprio la difficoltà di reperire le imprese – ricostruisce la dirigente – perché con le pratiche legate al 110% le imprese sono molto attive e risulta difficile trovare qualcuno che finisca certe tipologie di interventi».

Intanto quindi prosegue l’erogazione dei contributi. È dello scorso aprile, per esempio, il decreto con cui la Regione ha approvato la concessione e la liquidazione delle somme richieste dai Comuni di Ferrara, Poggio Renatico, Carpi, Novi di Modena, Soliera e Reggiolo, a copertura appunto dei contributi per il canone di locazione (Ccl) e per il disagio abitativo (Cda), per il trimestre gennaio-marzo 2021.

A Ferrara, uno dei Comuni in cui il contributo è di minore importo visto che le pratiche attive sono tre, sono arrivati 4.800 euro. I contributi, specifica la dirigente del Settore Servizi alla Persona, «spettano per effetto di disposizioni regionali sino a che non si siano realizzate le condizioni di agibilità per il rientro nell’abitazione e, a tutt’oggi, la Regione ha disposto le risorse finanziarie per la copertura dei contributi per il canone di locazione (Ccl) e per il disagio abitativo (Cda) fino alla conclusione dello stato di emergenza fissato attualmente al 31 dicembre 2021».

Giovanna Corrieri

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