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Covid, la battaglia di una famiglia: «Vogliamo sapere la verità sul contagio del nostro caro»

I parenti dell’85enne di Renazzo hanno deciso per la causa civile contro l’Asl: «stava bene ed era negativo, è stato contagiato all’interno dell’ospedale»

RENAZZO. La famiglia dell’85enne di Renazzo morto per Covid dopo due ricoveri, al Santissima Annunziata di Cento e al Delta di Lagosanto, ha confermato l’intenzione di attivare la causa civile contro l’Asl, dopo il fallimento della mediazione sulla loro richiesta di risarcimento. «Parlerò con la famiglia la prossima settimana, per mettere a punto i dettagli della causa - spiega il legaleDaniele Martellacci -. Una volta ottenuto da loro il via libera servirà comunque un po’ di tempo, due o tre mesi, in quanto si tratta di un atto complesso».

«Vogliamo semplicemente sapere cosa è successo al nostro caro - racconta un familiare del pensionato renazzese -. Stava bene, era in forma e avrebbe potuto vivere ancora diversi anni, invece dopo essere andato all’ospedale di Cento per un controllo è stato prima ricoverato, poi trasferito al Delta dove è poi morto».


Il dramma

Siamo nel mese di marzo del 2020, ovvero proprio allo scoppio della pandemia nel nostro Paese, e nella nostra provincia. L’85enne su consiglio del proprio medico si rivolge al Santissima Annunziata per fare dei controlli al cuore, sapendo di avere un’aritmia, «comunque sempre tenuta controllata e che non gli creava problemi. Come da prassi - racconta ancora il familiare dell’85enne -, è stato sottoposto a tampone risultato negativo. Dopo alcuni giorni di ricovero è stato però trovato positivo, così è stato trasferito al Delta, dove è poi morto». Un decesso avvenuto il 27 marzo, ma comunicato dall’Azienda sanitaria il 2 aprile, solo dopo l’esito del tampone positivo.

D’altronde quelli erano i giorni dell’allarme contagio al Ss Annunziata (poco dopo ci fu il caso piastra chirurgica al Mazzolani Vandini di Argenta). Il 3 aprile La Nuova Ferrara scriveva che «L’ospedale di Cento corre il rischio di trasformarsi in un focolaio. Tre parti a rischio contagio, per pazienti e operatori», un allarme e appello degli operatori sanitari del nosocomio centese. Situazione andata avanti giorni, tanto che il 18 aprile il commissario straordinario del Sant’Anna, Tiziano Carradori, spiegava come «Sugli esiti dei test condotti sul personale dell’ospedale di Cento occorre eseguire una verifica approfondita». E il giorno dopo il sindaco Fabrizio Toselli dopo l’ultimo screening senza più positivi ribadiva come «l’ospedale di Cento è e dovrò rimanere Covid Free», cosa che poi non si è verificata.

«Vogliamo sapere cosa è successo e siamo disposti a tutto per arrivare alla verità» concludono i familiari.

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