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A Porto Garibaldi risolto il problema classi pollaio, alunni divisi in 5 gruppi

Soluzione trovata grazie alla deputata Tomasi e al ministro Bianchi. Genitori soddisfatti, per le lezioni si andrà a regime il 28 settembre  

PORTOGARIBALDI. Tutti in classe i 105 alunni iscritti alla seconda media della scuola “Gabrio Casati” di Porto Garibaldi, dopo la svolta, intervenuta sabato, a 48 ore dal suono della campanella, rispetto al problema sollevato dai genitori di quattro classi sovraffollate. Gli alunni sono stati suddivisi in cinque sezioni, anziché quattro, come disposto dall’Ufficio scolastico provinciale, contro la decisione del quale si era schierato, compatto, anche il Consiglio di istituto. «È stata individuata una soluzione provvisoria – è la conferma di Matteo Mari, vicario della dirigente scolastica Maria Gaiani –, con l’istituzione di cinque classi, l’impiego di docenti curriculari e l’orario ridotto per questa prima settimana a quattro ore al giorno, poi a cinque ore dalla seconda, per arrivare a regime a sei ore al giorno dal 28 settembre».

ATTESI FONDI


«Ci è stato preannunciato l’arrivo di fondi straordinari del Miur – prosegue Mari –; ringraziamo a questo proposito la vicesindaca (e deputata; ndr) Maura Tomasi, che si è confrontata direttamente con il ministro alla pubblica istruzione, Patrizio Bianchi».

È dunque una soluzione condivisa con i genitori quella adottata a Porto Garibaldi, proprio a due giorni dall’inizio dell’anno scolastico e le risorse - necessarie ad assumere supplenti -, da Roma saranno poi indirizzate agli Uffici scolastici regionali che, a loro volta, le dirotteranno su quelli provinciali.

La stessa dirigente scolastica Maria Gaiani, nei giorni scorsi, aveva auspicato una positiva soluzione di una vicenda che aveva destato clamore e preoccupazioni fra tante famiglie del territorio lagunare. Le disposizioni dell’Ufficio scolastico provinciale parlavano chiaro, in quanto si sarebbero dovuto scorporare da cinque a quattro le classi seconde, mentre ciascuna delle aule interessate sarebbe stata occupata da 26-27 alunni. Un numero eccessivo e in palese violazione del protocollo di sicurezza anti Covid 19, siglato lo scorso anno dalla scuola, dal Consiglio di Istituto e dal Comune di Comacchio.

Non solo, perché, secondo il Duvri (Documento unico valutazione rischi) interno alla scuola, in presenza di alunni con disabilità, il numero delle unità in aula deve essere ulteriormente ridotto, proprio per garantire attenzioni speciali a ragazze e ragazzi con bisogni speciali.

ANCHE LA LINGUA

La soluzione individuata consente, Fra le altre cose, di preservare l’insegnamento dello spagnolo nella sezione E, in caso contrario destinato a sparire dall’organigramma dell’istituto scolastico. Anche il presidente del Consiglio di istituto, Marziano Mari, esprime soddisfazione per l’intesa raggiunta, nell’interesse della salute degli alunni e dell’insegnamento. «Ogni seconda classe è composta da 21 o 22 alunni – evidenzia Mari –; siamo tornati al numero legale, perché il protocollo interno consente la creazione di classi con un numero di alunni non superiore a 23. Voglio aggiungere che la situazione si è sbloccata sabato, grazie all’intervento della vicesindaca Tomasi, la quale si è interfacciata direttamente con il ministro Bianchi. Un ringraziamento è doveroso al Comune, ma anche alla dirigente scolastica Gaiani e a tutti i genitori, per essersi impegnati e prodigati, per trovare una soluzione adeguata e condivisa».

«Sicuramente fra tre settimane – conclude Mari –, quando si andrà a regime con le ore di insegnamento, sarà già arrivato il personale di rinforzo».

Katia Romagnoli

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